Kandahar, nuove vittime civili nella roccaforte dei talebani
Ieri, periferia di Kandahar, roccaforte talebana nel sud dell’Afghanistan. Al passaggio di una corriera esplode una mina artigianale. Perdono la vita almeno 30 persone, tra cui 10 bambini e 17 donne. Oltre 40 i feriti. La violenza continua senza sosta. In base alle stime delle Nazioni unite sono più di 1.500 i civili uccisi nel Paese dall’inizio del 2009. Di questi il 68 per cento ha perso la vita in attacchi dei militanti islamici, il 23 in azioni militari. Proprio ieri le forze Isaf hanno dovuto ammettere un altro tragico errore. Nella provincia sud-orientale di Paktika un ragazzo di 13 anni è stato ucciso da un militare mentre tornava a casa: un proiettile gli ha perforato la testa. Si susseguono in questi giorni le riunioni informali tra Paesi sulla crescente instabilità dell’Afghanistan, sulla “transition strategy” invocata da Berlusconi e sull’entità dell’impegno occidentale.
Lunedì si sono incontrati a Goteborg i ministri della Difesa dell’Unione europea: tutti riluttanti a inviare altri uomini. Per Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, i Paesi europei vorrebbero aumentare le truppe d’addestramento e diminuire quelle da combattimento. Un’ipotesi che verrà sicuramente discussa in un’altra riunione informale: quella dei ministri della Difesa della Nato, prevista a Bratislava il 22 e 23 ottobre. All’ordine del giorno, insieme alla questione “transizione”, ci sarà quella dell’addestramento delle forze afgane. Per raggiungere tale obiettivo Kabul ha bisogno prima di tutto di un governo forte e credibile. In tre parole meno corruzione, criminalità e narcotraffico. E soprattutto - ha sottolineato da Goteborg Javier Solana, capo della diplomazia della Ue - prima di decidere è necessario «vedere i risultati delle elezioni, attesi entro il 7 ottobre».
La commissione elettorale ha intanto annullato i risultati di varie centinaia di seggi, tra cui quelli di Shorabak. I leader tribali della zona si erano riuniti per decidere quale candidato appoggiare. La scelta era caduta su Abdullah Abdullah, rivale di Karzai. Ma il giorno delle elezioni Ahmed Walid Karzai, fratello dell’ex presidente e governatore di Kandahar, chiuse i 46 seggi del distretto di Shorabak facendo arrestare il governatore locale. Tutte le urne vennero poi riempite con schede a favore di Karzai. Per il generale Michael Flynn, alto funzionario dell’intelligence della Nato «i talebani hanno diversificato le loro attività, guadagnando ormai più dal crimine che dal narcotraffico».
Prendono, ad esempio, soldi dalle compagnie occidentali che versano tangenti in cambio di sicurezza nei cantieri. Lo scorso luglio quattro soldati americani sono saltati in aria su un ordigno artigianale simile a quello usato ieri a Kandahar. In seguito i militari hanno sequestrato bombe costruite dai ribelli con fertilizzanti agricoli (nitrato e ammonio). Tutti provenienti da aiuti umanitari. Da mesi la Nato ha così scoperto che gli ordigni usati in strada contro le truppe internazionali sono spesso realizzati con concimi inviati dagli occidentali.







