Scoprire i segreti del Mediterraneo, a caccia di correnti e alghe killer
STUDI Un team di 12 ricercatori naviga sull’Adriatica per svolgere analisi inedite sull’ecosistema marino.
Da intrattenimento di qualità a luogo per importanti studi scientifici, l’Adriatica cambia “mestiere”. La celebre imbarcazione della coppia televisiva più giramondo d’Italia (RoversiBlady) verrà ora utilizzata da un team di scienziati che studieranno “Le turbolenze in oceano aperto” e “La bioluminescenza delle alghe tossiche”.
È la prima volta che tre enti diversi come il National oceanography center di Southampton, il Cnr (laboratorio Informando) ed Environmental ocean team (con il patrocinio del Parco delle Cinque Terre) collaborano a un progetto così lungimirante. La raccolta dei dati, infatti, servirà sia per comprendere le dinamiche delle correnti oceaniche che per conoscere da vicino le fioriture algali nel Mediterraneo, comprese quelle tossiche.
Queste ultime, oltre a essere l’incubo dei vacanzieri, hanno un forte impatto sull’intero ecosistema marino; senza dimenticare che costituiscono una vera e propria minaccia per la salute umana e per l’economia ittica. L’itinerario della barca dei Velisti per caso comprende diverse tappe, tra cui il mare di Alboran, vicino allo stretto di Gibilterra, nella parte di Mediterraneo occidentale compresa tra Spagna e Africa. Si tratta del luogo in cui l’acqua salata e calda del mare chiuso incontra quella più fredda e meno salata dell’Oceano Atlantico.
In questa area vivono uccelli, tartarughe e delfini, studiarla significa raccogliere informazioni utili a costruire un progetto per preservare le risorse del Mare nostrum. «I progressi scientifici e tecnologici consentono, oggi, di raggiungere obiettivi che fino a pochi anni fa erano impossibili - spiega Franco Bonanini, presidente del Parco nazionale Cinque Terre -, permettendo di coniugare la conservazione ambientale con le nuove urgenze della società.
Abbiamo deciso di sostenere l’iniziativa convinti che le nostre risorse più preziose vadano preservate con senso di responsabilità ». Per non perdere neanche un minuto della traversata è stato realizzato un blog (http:// missionealboran.wordpress.com) che servirà come diario di bordo. Per questo verrà aggiornato in tempo reale con foto, video e commenti.
A occuparsene è lo stesso equipaggio di Adriatica composto da un gruppo di 12 ricercatori e studenti del National oceanography centre di Southampton e dell’Environmental ocean team. Una sorta di divertente reality scientifico con un calendario già scandito: fino al 7 settembre l’Adriatica sarà a Club del Mar di Almeria in Spagna. Il 9 invece a Ciudadela, per poi prendere la rotta verso le Baleari. Infine, il 12 e 13 a Rosignano e dal 25 al 27 settembre a Riomaggiore, dove saranno finalmente divulgati i risultati della ricerca.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






