A scuola di libertà e autodeterminazione
EVENTI Dal 18 al 20 settembre il Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo. Oltre 200 tra lectio magistralis e incontri con esperti di tutto il mondo che si confrontano sul concetto di “comunità”. Sul palco anche Ovadia, Riondino e Celestini.
Lezioni magistrali, mostre, spettacoli, rassegne di film, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Sono quasi 200, e tutti gratuiti, gli appuntamenti del nono Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, dedicato quest’anno al tema della “comunità” e in programma da venerdì 18 a domenica 20 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città emiliane. La manifestazione, che nel 2008 ha registrato oltre 130mila presenze, da quest’anno è promossa dal “Consorzio per il Festivalfilosofia”, i cui fondatori (i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena, la Fondazione Collegio San Carlo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena) sono i soci storici che hanno partecipato alla realizzazione del festival fin dalla prima edizione.
Piazze, chiese sconsacrate e cortili ospitano le oltre 50 lezioni magistrali del festival, che vede quest’anno tra i protagonisti Roberto Esposito, Salvatore Natoli, Carlo Sini, Stefano Rodotà, Eva Cantarella, Enrico Berti, Sergio Givone, Enzo Bianchi, Giacomo Marramao, Elena Pulcini, Emanuele Severino e Remo Bodei, supervisore scientifico fin dalla prima edizione e ora membro del comitato scientifico del Consorzio. Molti anche i filosofi stranieri, circa un terzo del totale, che vengono da ogni parte del mondo: tra loro, i francesi Jean-Luc Nancy, Etienne Balibar e Marc Augé, che è entrato a far parte del comitato scientifico, lo spagnolo Fernando Savater, l’americano Richard Sennett, il norvegese Jon Elster, l’israeliano Avishai Margalit e il tedesco Bernhard Waldenfels.
Le lezioni articolano le riflessioni più recenti sul concetto di comunità: filosofi politici, morali e del diritto, sociologi, antropologi e teologi presentano le modalità di rapporto tra i singoli all’interno della comunità proponendo riflessioni su valori quali l’amicizia e la fiducia, ma anche su motori del conflitto come il risentimento e la rivalità.
Affrontano la tensione tra comunità istituita e diritti individuali, contraddistinti dai concetti di libertà e autodeterminazione; ma anche i diversi luoghi della comunità, dallo spazio domestico alle global city, fino alle nuove forme di condivisione e connessione offerte dai social network. Inoltre, il programma filosofico del festival si arricchisce quest’anno della nuova sezione “La lezione dei classici”: eminenti esperti commenteranno i testi che hanno maggiormente segnato la riflessione sulla questione della comunità, da Agostino a Derrida, da Schmitt a Marx, da Hobbes a Arendt.
Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma collaterale coinvolge la narrazione (con letture di Ermanno Cavazzoni e Gianni Celati), il teatro (con David Riondino, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Alessandro Bergonzoni), il cinema (una rassegna di film di Peter Weir, una maratona cinematografica dedicata a George Romero, la rassegna “Comunità in primo piano”, per un totale di 18 film), la musica (con un reading musicale di Vinicio Capossela e il folk di Woody Guthrie con Maurizio Bettelli), i libri, le iniziative per bambini e ragazzi.
Oltre 20 le mostre proposte: la prima personale in Italia dell’americano Christian Holstad, una trilogia di mostre fotografiche che ricostruiscono i cambiamenti di una comunità cittadina dagli anni Venti a oggi, che culmina con un’esposizione fotografica di Olivo Barbieri, un’installazione di Ascanio Celestini dedicata alla memoria dei campi di sterminio, un’esposizione di figurine sul “catalogo degli umani tra 800 e 900” e una dedicata ai cimeli di Giuseppe Garibaldi. Infine, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’accademico dei Lincei Tullio Gregory per quasi 50 ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 20 è previsto il “Tiratardi”, con iniziative e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







