«Veneto, la presidenza è nostra» Dal Carroccio arriva l’altolà a Letta
«Gianni Letta ha tutto il diritto di dire che Galan è bravissimo. Ma leggo la sua come un’opinione espressa a titolo personale. Noi della Lega siamo molto tranquilli e sicuri che il candidato alla presidenza della Regione Veneto sarà un leghista». Manuela Dal Lago, vicepresidente del gruppo del Carroccio alla Camera, veneta, risponde in modo netto - e definitivo - alle posizioni espresse dal sottosegretario alla presidenza, fedelissimo del premier, che del governatore uscente aveva detto: «Lo ricandiderei per altri 15 anni».
Quindi la Lega non è d’accordo con Letta e insiste per un proprio candidato.
Noi non siamo “contro”. La nostra posizione è giusta, corretta, comprensibile. Dopo tutto questo tempo c’è il rischio di amministrare meno bene. è giusto cambiare, e nel cambiamento è giusto che ci sia una turnazione. Con Galan siamo stati compagni di viaggio corretti. Ora c’è bisogno di rinnovare. Quando sei in una coalizione non c’è chi deve essere sempre secondo. Specie in una regione dove i voti, tra Pdl e Lega, come minimo si equivalgono.
Alcuni sondaggi, però, tra Veneto, Lombardia e Piemonte, darebbero in vantaggio esponenti del Pdl come Ghigo, Formigoni e lo stesso Galan. Cosa ne pensa?
Io ho altri dati. In Veneto Luca Zaia è molto più gradito di Galan e la Lega è data al 34% dei consensi. Siamo il primo partito.
La Lega punta all’en plein?
Non è possibile che nelle tre regioni del Nord, dove la Lega è molto forte, siano candidati alla presidenza tre esponenti del Pdl. In Piemonte, ad esempio, Cota sarebbe un ottimo candidato. Tutto è legato a un discorso tra Bossi, Berlusconi e Fini.
Si deciderà tutto a Roma?
Si tratta di questioni che verranno discusse tra i tre leader. Noi crediamo che si debba certamente sentire il territorio; poi le trat tative vengono fatte a livello di vertice.
Quindi è tutto nelle mani di Bossi, Berlusconi e Fini?
Alla fine si deciderà... ad Arcore. Che comunque è al Nord.
C’è una possibilità che la Lega possa andare da sola?
Al momento è fantapolitica. C’è da fare un discorso di realpolitik. Sebbene, lo confesso, a me piacerebbe andare da sola al Nord. Io direi, comunque, che non si può mai sapere...
Pensa che il governo si sia dedicato troppo al Sud e poco al Nord?
L’esecutivo, in una situazione difficile, ha cercato di dare una mano in maniera diversa al Sud, la zona più debole del Paese. Però controlleremo che non ci siano sperperi. Intanto, attendiamo i decreti attuativi del federalismo fiscale che dovrebbero arrivare a dicembre. E comunque, io il Ponte sullo Stretto non l’avrei considerato prioritario. Ma era nel programma della coalizione...







