Bonelli e Greco sulle navi dei veleni: servono bonifica e chiarezza
IDEE. La richiesta del presidente dei Verdi Angelo Bonelli: «Avviare la bonifica e delle serie indagini epidemiologiche». Intanto l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria Silvio Greco denuncia: «Poca chiarezza sugli interventi in mare».
«SI DICHIARI SUBITO LO STATO DI EMERGENZA» di Pietro Orsatti
Bonelli, cosa chiedete al governo sulla vicenda delle navi dei veleni?
La situazione in Calabria è molto grave e penso che ci siano le condizioni per chiedere al governo la dichiarazione dello stato di emergenza. Con tutto quello che ne consegue dal punto di vista delle risorse da destinare prima al recupero dei relitti, poi avviare le bonifiche, e anche, ed è un aspetto da non sottovalutare, iniziare delle serie indagini epidemiologiche. Le tecnologie e le competenze ci sono per individuare le navi e recuperare i carichi e monitorare gli effetti di questi affondamenti.
Decine di relitti, per anni. Con quali conseguenze?
I primi affondamenti avvennero a metà degli anni 70. E già nel ’95 si parlava di aumenti dei casi di leucemie in sede di commissione di inchiesta sul Ciclo dei rifiuti. Gli effetti potrebbero essere devastanti, anche perché sta emergendo che, oltre alle navi, sul territorio è stato interrato di tutto abusivamente. E ancora, già dal ’94, esiste una sorta di mappatura delle assicurazioni Lloyd sugli affondamenti sospetti. Per anni le omissioni sono state troppe.
C’è stata una sorta di stop al recupero della nave rintracciata. Perché, secondo lei?
Analizzare il carico porterebbe a individuare le responsabilità dirette di ditte, enti e altri. Questo è un Paese strano, dove i misteri spesso non vengono neppur lontanamente svelati. Come quelli dei traffici internazionali e delle triangolazioni, in Paesi come la Somalia, di rifiuti, soldi e armi.
«DOBBIAMO FARCI STATO. IL GOVERNO NON CI AIUTA» di Vincenzo Mulè
Assessore Greco, come giudica la risposta politica del governo?
Tardiva. Nel merito e nel metodo. Nel metodo perché ancora non ho potuto parlare con il ministro dell’Ambiente Nel merito perché avere una nave che potrebbe darci le risposte che attendiamo da tanti anni e non farlo lo considero uno spreco.
Gli interventi a mare sono adeguati?
Assolutamente no. In Toscana sta lavorando una nave che, mi dicono, non ha la strumentazione necessaria. Ma almeno c’è. Qua in Calabria c’è un pentito che dice di aver affondato tre imbarcazioni. Una di queste è stata individuata e non riusciamo nemmeno a parlare per capire se e quando le operazioni di recupero scatteranno. Mi domando poi perché, per quanto riguarda l’intervento su terra, esista già un protocollo per i lavori, mentre sul mare si procede per tentativi? Perché questa differenza?
Cosa intende fare?
Se la risposta del governo continuerà a non essere all’altezza, sarà la Regione Calabria a farlo.
Con quali fondi?
Non lo so, ma inevitabilmente saranno tolti a quelli destinati alla sanità, alla scuola e al dissesto idrogeologico.
Cosa si sente di dire alle persone in piazza oggi?
Dobbiamo cercare e trovare la verità. Non possiamo farci giustizia, ma dobbiamo farci Stato, visto che lo Stato non risponde.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







