Costituente ecologista. Ora o mai più
FORUM. I Verdi si avviano verso la Costituente ecologista. Coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, dialogo con grillini, Radicali e Sl. Attenzione alle realtà territoriali. Ma la minoranza promette battaglia. «Ora decidano cosa fare, serve chiarezza».
Angelo Bonelli, 47 anni, romano, è il nuovo presidente dei Verdi. Un lungo cursus honorum di ambientalista, nella scorsa legislatura è stato capogruppo dei Verdi alla Camera. La sua mozione Il coraggio di osare contiene un brusco stop all’esperienza dei Verdi in Sinistra e libertà, per virare decisamente sulla prospettiva di una nuova Costituente ecologista.
Valerio Ceva Grimaldi
In concreto, di che si tratta?
L’obiettivo principale è arrivare ad un’unità degli ecologisti. Per anni noi dei Verdi siamo stati criticati perché si riteneva che fossimo residuali. Ebbene: oggi gli ecologisti nel Partito democratico dovrebbero prendere atto che la loro presenza nel Pd è più che residuale. Su un piano metodologico vogliamo seguire il percorso che è stato fatto dai Verdi francesi. Immagino che la costituente sia il luogo di una sorta di federazione delle associazioni, dei movimenti, dei cittadini. Ognuno con le proprie identità. Questo processo costituente avrà inizio con degli incontri con le associazioni ambientaliste come Legambiente, Wwf, Vas Lipu, Italia nostra, Fai, con i comitati. La disaffezione di alcuni elettori del centrosinistra è anche colpa di alcune politiche sbagliate.
Quando si fa come a Roma un piano regolatore da 65 milioni di metri cubi e tu come centrosinistra sei in giunta, c’è qualcosa che non funziona. Non hai applicato quei concetti che propugnavi come la riduzione del consumo del suolo, la lotta all’inquinamento. Noi dobbiamo essere una forza post-ideologica e imporre la questione ecologista al centro della società e quindi dello schieramento politico. E avrei piacere che in questo processo costituente si recuperassero antiche figure dell’ambientalismo come Gianfranco Amendola. Non è un caso che ieri io abbia lanciato un appello a Monica Frassoni che, pur non avendo firmato la mia mozione e votato Loredana De Petris, ritengo sia una risorsa. Voterò per lei come co-presidente dei Verdi europei: voglio valorizzare le migliori intelligenze, fuori e dentro i Verdi. E ancora: uno degli elementi della costituente è quello di avere un carattere internazionale, transnazionale sulle grandi questioni ecologiche.
Pino Di Maula
Oltre all’ecologia ci sarà anche un’apertura verso i Radicali? Quale sarà la linea politica sulle alleanze?
Quando parlo di questione ecologica penso che non possiamo prescindere dalla questione dei diritti: la violazione dei diritti umani, dell’immigrazione, della democrazia, della pace, dei conflitti, dell’informazione. Si è parlato dei morti di Messina ma nessuno parla dei 7mila morti per le polveri sottili all’anno nelle maggiori città italiane con costi economici e sociali complessivi di 3 miliardi di euro. Abbiamo un governo che con la Prestigiacomo ha tagliato 18 mesi di conquiste ed oltre un miliardo di euro per la difesa del suolo, per le politiche dei trasporti. Zero euro contro lo smog: è una vergogna. Riguardo alle alleanze, io proporrò alle prossime elezioni regionali liste verdi, ecologiste e civiche con grande attenzione a costruire e sperimentare alleanze che abbiano al centro l’applicazione rigorosa dei programmi. Parleremo, naturalmente, con Sl e Radicali.
E per la manifestazione del 17 sul razzismo quale sarà la posizione?
Il nostro impegno è esserci. Si tratta di una battaglia estremamente importante. La destra ha fatto una campagna elettorale sulla paura del diverso. C’è un livello d’intolleranza inaccettabile, una ferocia che va assolutamente fermata. Il nostro Parlamento produce leggi incivili sul piano giuridico.
Valerio Ceva Grimaldi
Di Costituenti ecologiste ce ne sono state tante. Perché questa dovrebbe avere successo?
Le altre le abbiamo annunciate e non praticate. In questo caso già entro febbraio saremo chiamati ad un primo appuntamento concreto per aggregare i primi che vorranno partecipare e spendersi.
Simonetta Lombardo
La costituente è il nucleo di un nuovo partito?
È uno strumento per arrivare a realizzare un movimento politico. Come Europe ecologie ha costruito una federazione delle associazioni. Bisogna rompere i confini ideologici. Io non chiederò alle persone che oggi si ritrovano con noi nella battaglia contro l’atomo se ieri appartenevano alla destra. La questione ecologica è il fulcro. E poi va recuperata la battaglia per la riduzione delle spese militari. Può convincere anche elettori che potrebbero o che hanno anche votato a destra. La trasversalità, se ben praticata, può essere dirompente.
Vincenzo Mulè
Nel Mediterraneo c’è un’emergenza ambientale molto grave. Quali iniziative promuoverà?
Il 24 torneremo con le nostre bandiere ad Amantea, a ricordare sia le responsabilità degli anni passati, ma anche per chiedere che ci sia un’operazione verità su tutte le responsabilità.
Non teme che qualcuno possa salire sul carro dei Verdi per strumentalizzare il pensiero ecologista? Penso, per esempio, ai grillini ma non solo...
Io dico: ben venga una strumentalizzazione positiva. Non siamo qui ad offrire posti in Parlamento. Troppi di noi sono diventati ragionieri della politica, che pensano “oddio come posso tornare in Parlamento o in consiglio regionale”. I progetti nati con questi fini sono sempre stati bocciati dall’elettorato. Servono proposte che tornino a far emozionare. E bisogna anche ritrovare la capacità d’indignarsi.
Massimo Serafini
Cosa si aspetta dalle primarie del Pd?
Io non tifo per nessuno. Mi è piaciuta la caparbietà di Marino. Franceschini è per l’autosufficienza e la continuità della linea veltroniana senza alcuna autocritica sul disastro compiuto. Bersani ripropone uno schema, pur interessante, delle alleanze, ma ha una posizione che faccio fatica a giudicare ambientalista.
Qual è la soggettività che mette in campo la costituente ecologista per ricostruire una nuova identità in grado di far vincere un nuovo centrosinistra?
Vogliamo costruire un’alleanza di governo che sia prima di tutto programmatica. Uno dei grandi errori del governo Prodi, su cui facciamo autocritica, è stato il fatto che all’estrema composizione (che poteva essere una ricchezza) non si è associata ad una responsabilità dei comportamenti politici. Si è pensato che facendo aumentare il livello di conflitto all’interno dello schieramento si potesse parlare meglio ai propri settori di riferimento elettorale e sociale. Ma è accaduto il contrario. Si è creata una lacerazione profonda ancora presente: questo dolore provocato dalla caduta del governo è stato forte a tal punto che le nefandezze di questo esecutivo non sono ancora riuscite a cancellare questa ferita. La verità è che Berlusconi è un peronista, In Italia c’è un’emergenza democratica. E la chiamata di Bossi alla mobilitazione popolare contro la sentenza della Corte costituzionale è un atteggiamento golpista. Contro tutto ciò, un’alleanza che immagino vincente sarebbe composta da Pd, sinistra e una forza ecologista, con quest’ultima in grado di prendere consensi dove le due altre formazioni non possono arrivare.
Valerio Ceva Grimaldi
Come scrollarsi di dosso l’immagine dei Verdi che dicono sempre no?
Dobbiamo riuscire ad avere una maggiore cultura di governo. In due parole: fare le cose. Non facciamo abiure, però il nostro errore è stato il fatto che per molti di noi è stato più semplice bloccare i cantieri. Ma è mancato l’aspetto formativo, c’era un’inadeguatezza di un gruppo dirigente che in questi anni non è stato in grado di comunicare come avrebbe voluto attuare, in concreto, i grandi temi.
Simonetta Lombardo
Rimane una minoranza che punta ancora su Sl. Che succederà?
Innanzitutto: con Sl io intendo collaborare. Se nasce una sinistra è un fatto importante per il Paese. Riguardo alla minoranza dei Verdi, chiederò loro di chiarire presto la loro posizione. Non si può essere dirigente di un partito, i Verdi, e nello stesso tempo membro della direzione di un altro. Nella vita vanno fatte delle scelte. Lancio dunque un appello: lavoriamo insieme.
E se non scelgono?
Farò di tutto per evitare che una minoranza vada via, ma solleciterò chiarezza. Io non sarei mai uscito dai Verdi se avesse vinto l’altra mozione. E comunque non sarei mai entrato in Sl. Io nutro grande rispetto verso Grazia Francescato e Loredana De Petris, ma non ho compreso perché non è stata rivendicata con forza quella scelta. I loro interventi al congresso di Fiuggi, su questo, erano timorosi. Credo sia stato un elemento di grande debolezza. Federico Tulli Nell’agenda dei Verdi entreranno anche i temi legati alla bioetica, come la ru486 e il testamento biologico? Noi abbiamo un’impostazione laica. E queste sono questioni fondamentali. La legge 194 va difesa e i consultori devono avere una funzione di prevenzione. Ma hanno subito tagli di risorse molto gravi. Serve uno Stato sociale che garantisca diritti e servizi alle famiglie. Sul testamento biologico abbiamo un ddl vergognoso. Non può essere lo Stato a decidere. E poi punteremo anche su altre questioni importanti, come le unioni civili.
Simonetta Lombardo
Ci indichi tre priorità su cui punterà da subito la Costituente ecologista.
La prima è la lotta al nucleare. Un business che serve ad alcune realtà imprenditoriali, una truffa che i francesi stanno rifilando all’Italia. Su questo bisogna lanciare una grande mobilitazione. Puntando sull’atomo si rischia di compromettere il futuro delle politiche ambientali, mettendo una pietra tombale sullo sviluppo delle energie pulite e il rilancio dell’occupazione che punti proprio su questi settori. Poi, la battaglia contro la cementificazione: serve una legge per il contenimento del consumo del suolo e la difesa dei terreni agricoli. Infine, la lotta all’inquinamento e allo smog specie nelle grandi città. Ne aggiungo anche un altro: la tutela della biodiversità, specie contro la porcheria della proposta di legge che vuole liberalizzare la caccia e permettere anche a un giovane di sedici anni di imbracciare un fucile. A quell’età neanche puoi guidare la macchina...
Alessio Nannini
Ponte sullo Stretto: è un’altra battaglia fondamentale?
Quest’opera faraonica è una scelta irresponsabile che sottrae risorse alla difesa del suolo. E in questo l’onorevole Di Pietro ha una grande responsabilità: quand’era ministro ha fatto di tutto per non sciogliere la società Stretto di Messina. Se fosse stato eliminato quel carrozzone, oggi non ci troveremmo in questa situazione.
Alessandro De Pascale
E l’Alta velocità?
Sulla questione della Val Di Susa non rinneghiamo nulla. Ma per quest’opera sono lievitati i costi e certamente servirebbe un’inchiesta parlamentare. Nel contempo, sono preoccupato per lo stato delle nostre ferrovie: l’Av ha sottratto risorse all’ammodernamento della rete interregionale. Questa è una politica non ambientalista!
Susan Dabbous
Al congresso dei Verdi europei a Malmoe su quali temi insisterà?
Sul summit di Copenaghen, è un passaggio importante, dove si deciderà il futuro o l’affossamento di Kyoto. Il nostro ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, intanto, fa il soprammobile. Non fa assolutamente nulla. è davvero incredibile. è un non ministro.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.








Commenti
Nuovo corso vitale per gli ecologisti in Italia
Sono estremamente d'accordo con il nuovo Segretario.
L'ecologia deve essere il nostro strumento principe per fare le scelte politiche nelle più svariate materie: edilizia, parchi, mobilità, commercio, industria, agricoltura, ecc. Voglio poter farmi votare da chiunque e non solo da persone che si sentono di sinistra.
Le accuse che sono state lanciate ai sostenitori della mozione "il coraggio di osare" (svolta a destra, svolta liberista verso i Radicali) sono strampalate ed infondate. E confermano, una volta di più, che queste persone ragionano ancora in termini di sinistra e destra: concetti che pure per i cittadini dicono molto poco.
Va poi evidenziato che i Radicali non sono liberisti (termine che non vuol dire nulla) ma sono liberali (sia in economia, sia in materia di diritti civili). Io, personalmente, ho approfondito alcune delle loro proposte sul welfare che sono ispirate fortemente da solidarietà, giustizia ed equità. E' chiaro che a sinistra dà fastidio ammettere i molti errori commessi come ad esempio "la gallina dalle uova d'oro" che è la cassa con i contributi dei co.co.co. e co.co.pro. la quale serve a coprire le uscite dell'INPS per le pensioni (tanti precari non riusciranno però ad ottenere quei soldi versati). Oppure ancora le famigerate baby pensioni avallate anche dai sindacati. E i precari senza ammortizzatori sociali, chi possono ringraziare per questi soldi scialaquati?
Il nuovo sentiero intrapreso condurrà i Verdi verso un nuovo soggetto aperto e plurale di tutti gli ecologisti italiani con nuovo simbolo, nome e regole (stop alle tessere fasulle ed introduzione a tutti i livelli del doppio portavoce uomo/donna).
Non sarà certo una passeggiata ma, se accompagnati da coerenza e seria preparazione sui temi, le persone ci ascolteranno volentieri!
www.davidescano.it
Autocondannati al paradigma dominante
Essere di sinistra oggi non significa aderire a un paradigma ma, al contrario, mettere in discussione il paradigma imposto dal pensiero unico partendo dalla consapevolezza che oggi nessuna cultura politica è di per sé sufficiente a garantirci un domani migliore.
Non è onesto sostenere di difendere il pianeta e i suoi ecosistemi senza mettere in discussione i dogmi in essere che dominano il sistema economico globale che fra l'altro oggi è inefficiente anche nel perseguimento degli obiettivi che gli sono propri.
Proprio il monopensiero neoliberista considera il depauperamento degli ecosistemi come un occasione di profitto per un solo soggetto, una spiaggia incontaminata è un’opportunità per l’industria turistica, un area non urbanizzata è un “terreno incolto” ovvero inutilizzato, l’acqua di una sorgente è una risorsa non sfruttata.
In quest’ottica la difesa degli ecosistemi è solo un costo, ovvero un ostacolo all’arricchimento degli individui.
La recente ricollocazione politica del partito dei verdi guarda a una cultura politica, la stessa di Pannella (persona che rispetto), quella liberista, che è ancora più vetero del più ortodosso dei comunismi.
In fondo si sono emancipati di più quelli di Lotta Comunista da Marx di quanto non abbiano fatto i radicali rispetto ad Adam Smith.
I verdi, dunque, con la scelta di Bonelli, decidono di aderire a un’ideologia blindata dove non c’è spazio per i dubbi e le critiche, un’ideologia nella quale la difesa dell’ambiente è solo un pretesto strumentale per generare nuovi business.
Gli "ecobusiness" appunto, quelli appunto del biodiesel che emette poca CO2 (ma fa fuori l'Amazzonia), delle auto elettriche che vanno a 250 km/h o dei parchi nazionali visti come degli pseudo parchi giochi.