La sfida di Equalway, innovativo sito per gli acquisti di gruppo
Un social network sullo stile di facebook, ma anche una vetrina di prodotti agroalimentari in vendita a prezzi inferiori fino al 30 per cento rispetto a quelli di mercato. Si chiama Equalway.org ed è il primo social marketplace italiano dedicato agli acquisti di gruppo, direttamente dai produttori agricoli. «Si tratta di un punto di incontro - ha spiegato l’ideatore del sito, Bruno Ventre, nel corso della sua presentazione alla Festa dell’Altra economia a Roma - tra i piccoli produttori agricoli e gli utenti che, riuniti in gruppi, possono acquistare prodotti locali a prezzi più bassi, saltando la catena distributiva ed evitando l’inquinamento che questa produce.
L’intermediazione della grande distribuzione lascia il posto al contatto diretto: la conoscenza del consumatore, che fino a ora si fermava a un’etichetta sul prodotto che si acquistava, va oltre e passa attraverso le voci, i racconti e le esperienze di chi produce». Il sito si rivolge ai 600 Gruppi di acquisto solidale (Gas) italiani, censiti su internet (per un totale di 75mila persone), ma anche ad ambienti di lavoro, parrocchie, scuole, centri sociali e condomini. Nati nel 1994 a Fidenza, i Gas si sono subito moltiplicati. Si riuniscono un po’ ovunque, hanno poche regole e molto affiatamento: si acquista in gruppo, si compra solo dai coltivatori diretti, si comunica via e-mail, con newsletter o messaggi di testo, si rispettano i turni e gli impegni presi. Un mondo che alimenta blog e si organizza in reti nazionali. Niente prodotti di marca, né supermercati. Il meccanismo è, tutto sommato, semplice.
Più difficile, invece, è metterlo in pratica e mantenerlo in vita. Perché in fondo i Gas sono piccole comunità, fatte di persone che si riuniscono una volta al mese, discutono e decidono, a volte con delle votazioni. Democrazia e separazione dei compiti. C’è chi si preoccupa della pasta e chi delle arance, chi telefona e chi riceve i furgoni che portano le merci. Grazie a Equalway chiunque può, creando un nuovo gruppo, mettersi in contatto direttamente con i produttori agricoli (5.000 quelli che già si sono iscritti), sapere come lavorano, conoscere la loro storia e il percorso dei beni (e dei servizi) che si acquistano, da dove arrivano e come vengono realizzati.
L’efficacia di questo servizio è strettamente legata alla qualità dei rapporti. All’idea, partorita da un gruppo di giovani sotto i 35 anni che ha partecipato a un bando del ministero per le Politiche giovanili vincendo un premio di 35mila euro, hanno finora aderito 4.000 produttori biologici certificati. «La maggior parte - spiega Bruno Ventre - ha inserito solo pochi dati essenziali (in questo caso l’inserimento è gratuito), 150 hanno invece prodotto schede e fotografie. Chi intende comprare i loro prodotti può farlo direttamente sul sito, riempiendo il proprio carrello della spesa e calcolando il prezzo della merce, che in genere varia a seconda delle quantità richieste».
Ma Equalway.org non rappresenta solo una sfida innovativa dal punto di vista tecnologico-comunicativo o strettamente economico, ma è anche e soprattutto un impegno sociale: in occasione della presentazione del sito è stata lanciata una raccolta fondi per corsi di alfabetizzazione informatica in una scuola africana. «Crediamo che in un periodo di crisi dei modelli economici tradizionali, per migliorarsi e per migliorare il sistema sia assolutamente necessario puntare sulla conoscenza, sulla condivisione e sulla responsabilità personale», ha affermato l’ideatore del progetto. «Immaginiamo che un mondo economico “diverso”, fatto di produzioni biologiche ed equosolidali, di acquisti a chilometro zero e consumi responsabili, possa realmente essere il mezzo per raggiungere la consapevolezza necessaria».







