La tromba che non ti aspetti

Pierpaolo De Lauro
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MUSICA Luca Aquino torna con “Lunaria” , un disco maturo che fonde Miles Davis, Frank Zappa e Chet Baker.

 Dà veramente soddisfazione ascoltare Luca Aquino. è il jazzista capace di sorprenderti, pronto a colpirti con la sua tromba che diventa uno strumento carico di effetti, distorsioni, da sperimentatore infinito, sempre senza perdere l’armonia della composizione. Il trombettista rielabora, amalgama, traduce, riscrive, riproponendo una chiave e un suono tutto personale.

Dopo il successo del precedente Sopra le nuvole, Aquino torna con Lunaria (Emarcy) e ci guida nel suo mondo dove Miles Davis, Frank Zappa, Chet Baker, Radiohead, rock, pop, atmosfere anni Settanta si fondono in un unico mix. Quindici tracce che esplorano il jazz contemporaneo con la partecipazione alla voce di Maria Pia De Vito e della tromba di Roy Hargrove. Il jazzista beneventano, lo possiamo dire, presenta la sua opera della maturità.

Superata la lezione di Paolo Fresu, tra l’altro proprio a un seminario del trombettista sardo c’è stato il colpo di fulmine di Aquino per lo strumento, e dopo aver ricevuto tanti riconoscimenti, mostra tutta la sua maestria, partendo dal proprio background rock. Si parte con “Jumpiering”, prova di forza, acida, psichedelica e zappiana, per poi ritrovare i solchi giusti e la calma della dolce “Ninna nanna per la piccola Sara”.

Con la terza traccia si entra nel territorio del rock con una splendida cover di “No surprises” dei Radiohead guidato dalla splendida voce della De Vito che impressiona anche nella sperimentale “No casualties”. Un retrogusto settantiano lo si ritrova in “Nuvola grigia” firmata dal chitarrista Giovanni Francesca. E non può mancare l’omaggio ai suoi maestri: Davis con la rilettura di “All blues” fino a “Delirio Berkiddese”,  che ricorda l’ormai famoso paese di Berchidda, città natale di Paolo Fresu.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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