Sinistra e libertà, cresce la tensione Si sceglie tra assemblea o congresso

Luca Bonaccorsi
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POLITICA Oggi a Roma si riunisce il coordinamento nazionale dell’alleanza. Dovrà decidere sulla proposta di alcuni dirigenti di fare un evento fondativo entro l’anno. Precipitano le impazienze, aumentano malumori e rischi di rottura.

Va in onda oggi la nuova puntata del dramma di Sinistra e libertà, recentemente aperto dal ribaltone del congresso verde. Peggio dell’esito congressuale è stata la decisione del nuovo esecutivo del partito ambientalista, che ha intimato ai propri dirigenti di uscire dal coordinamento di Sel, e ai propri amministratori locali di ricostituire, ove fossero state sciolte per confluire in gruppi unitari come nel Lazio, le rappresentanze del Sole che ride. Un sinistro-destro a Sel che non poteva non scatenare il caos. I fautori del “partito subito” si sono lanciati in una nuova vigorosa offensiva. Si racconta che il più feroce assertore della linea “congresso entro dicembre” sia Gennaro Migliore, ex Rifondazione.
 
L’opzione congressuale, però, rischia di scassare definitivamente il promettente esperimento di Sel. Intanto perché pone i Verdi, anche quelli più convinti del progetto, di fronte a un aut aut, ovvero di fronte alla necessità (data la linea Bonelli) di uscire formalmente dal partito. Una scelta troppo dolorosa per molti. In secondo luogo trova l’opposizione dei socialisti, che non hanno alcuna intenzione di rivedere il percorso deciso poche settimane fa a Bagnoli. Riccardo Nencini non ha fatto segreto della sua contrarietà alla proposta di Migliore: «Parlare di congresso senza parlare della politica, che deve stare alla base del congresso, non ha alcun senso». Il discorso di Vendola a Bagnoli sulla “pazienza e l’impazienza” sembra già dimenticato. Sono proprio le opposte impazienze che oggi si scontrano.
 
Da un lato quella del nuovo segretario dei Verdi di marcare il nuovo corso, dall’altro quella degli “orfani” di partito. Le impazienze stritolano tutti: indecisi e impossibilitati a decidere. Una linea di mediazione ieri è venuta da parte ambientalista: un’assemblea, invece di un congresso, che elegga una leadership ufficiale per il movimento-alleanza in Nichi Vendola. Opzione che fino a oggi aveva incontrato veti incrociati e, di fatto, impedito l’incoronazione del governatore pugliese a Bagnoli. Sulla questione, Vendola non parla. Per lui la riunione di oggi è il proseguimento di quella di giovedì, ed è già abbastanza irritato che sui giornali siano trapelati i contenuti della discussione. Ma come funzionerebbe, in pratica, l’opzione congressuale? Sarebbe necessario aprire le iscrizioni, e dopo poche settimane chiuderle per fare la conta e poi dare il via al processo di elezione dei delegati. I quali delegati poi dovrebbero eleggere portavoce ed esecutivo del neopartito.
 
Tutto ciò dovrebbe avvenire essenzialmente in poco più di un mese. Un’impresa organizzativologistica che neanche la macchina oliata della Cgil saprebbe gestire. In verità l’accelerazione impressa dal duo Migliore-Sansonetti genera più scontento che altro. L’immagine del partito degli  “ex”, degli “sfasciafamiglie” comincia a pesare anche tra i militanti. Un importante dirigente, che preferisce rimanere anonimo, commenta: «Ma ce lo porremo il problema che abbiamo perso prima Rifondazione, nonostante avessimo la maggioranza, e ora perdiamo i Verdi? La faremo una riflessione su questa nostra linea che invece di unire spacca?».
 
Le reciproche e opposte impazienze. soprattutto, non sembrano guardare molto lontano. Su Terra, qualche giorno fa, Gianfranco Bettin, dirigente verde veneto ora in maggioranza, non negava in alcun modo la possibilità di alleanze con Sel: «Io non mi stupirei se in Puglia o in Campania andassimo alleati di Sel con il nostro simbolo». Ma i conflitti generati dal percorso congressuale forzato, con il suo carico di dolori e separazioni, difficilmente permetterebbe di rincontrarsi domani. Rifondazione docet. Il problema è che la frittata a questo punto è fatta. Oggi qualcuno dovrà fare marcia indietro. E in questi tempi di machismo futurista non sarà una scelta indolore.

Commenti

Basta litigi!!!!!!!1

Ma perchè continuate a litigare??? è possibile che non vi basti portare alla gloria e alle agende di tutti i poltitici il problema ambientale, della pace, ecc......., in fondo è quello in cui crediamo tutti noi! Già il partito è debole di suo, dopo tutti gli avvenimenti recenti, poi se facciamo vedere a tutti che oltre pochi ci spelliamo a vicenda, allora purtroppo i verdi non penso che saranno un partito capace di raccogliere consensi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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