Sulla discarica di Chiaiano il giallo del camion radioattivo

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Cecilia Anesi e Giulio Rubino
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IL CASO Nei pressi dell’invaso sono parcheggiati due autocompattatori. Il primo, fermato dai soldati, contiene iodio 131 ed è stato isolato perché pericoloso. La presenza del secondo è un mistero. Dalle istituzioni silenzio e supposizioni.

Guardando la cava dall’alto, da quelle terre di confine ormai abbandonate, dove i cachi maturi, offesi per non venire più raccolti, creano un viscido tappeto arancione, si notano due autocompattatori parcheggiati in una zona adiacente alla discarica. Fino a pochi giorni fa ce n’era solo uno. In quest’area adiacente è stato spostato il terreno intriso di piombo dell’ex poligono di tiro, ma la bonifica non è mai arrivata; è stato solo coperto da grandi teli neri che oggi la natura sta ironicamente riconquistando con laghetti e cespugli.
 
A neanche un metro da questo “biotopo” si trovano i due camion. Il primo è un autocompattatore giallo, di proprietà della ditta siciliana S.I.E.T. ma avente targa laterale Enerambiente spa, l’altro un mezzo bianco dell’azienda cittadina Asia. Il camion giallo, fermato dai soldati che presidiano l’area dal 7 agosto scorso, contiene iodio 131 e per questo è rimasto parcheggiato lì, sotto custodia. A quanto riferisce il commissariato, il camion è sottoposto a una serie di step tecnici che possano garantire la diminuzione della radioattività, affinché poi possa essere inviato in un centro specializzato per lo smaltimento di rifiuti radioattivi.
 
Il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, racconta «di avere indagato sulla questione e ottenuto un incontro in commissariato con il generale Morelli e il prefetto Reppucci che mi hanno detto che questo camion è in quell’area, isolato, per un raggio di circa 20 metri, allo scopo di proteggere chi opera nella zona». I 20 metri non sono stati però rispettati, visto che il nuovo arrivato, il camion bianco dell’Asia, è parcheggiato a meno di 10 metri di distanza da quello giallo. Non si conoscono le ragioni per le quali il camion bianco stia sostando lì. L’addetto stampa del sindaco di Marano, Antimo Scotto, riferisce: «Non abbiamo ricevuto informazioni ufficiali in merito. Certamente, visto che l’area è controllata, se il camion è stato fermato significa che conteneva qualche tipo di materiale non idoneo allo sversamento ».
 
Ciò che non è ancora chiaro è chi sia responsabile del carico dell’autocompattatore giallo. Intanto, i cittadini del comitato Rosa dei venti si dicono preoccupati da voci che circolano e movimenti di camion che salgono pieni di terra dall’area della discarica e tornano vuoti. Massimo Esposito, presidente del comitato civico, denuncia di avere saputo di un progetto di allargamento della discarica, e quindi della realizzazione di un’altra. «Non abbiamo ancora prove in merito, però più fonti, attendibili, ce lo danno per certo».
 
E Perrotta rincara la dose: «Sto recentemente registrando un uso non a norma dell’impianto di discarica dove probabilmente stanno venendo sversati tutti i rifiuti della regione. Al commissariato ho chiesto anche quanto sia fondata la voce di un possibile ampliamento della discarica e mi hanno risposto che non vi è alcun progetto se non quello della cava del poligono. Spero che mantengano la parola data, messa per iscritto in un verbale». L’alone di mistero, sempre più fitto, non può che destare ulteriori preoccupazioni per i cittadini della zona. E il silenzio non aiuta di certo.