«Sinistra e libertà, patto violato. E parliamo del caso Puglia»

Luca Bonaccorsi
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POLITICA. Il segretario del Psi accusa: «In Sel sono stati violati accordi presi pochi giorni fa. Tutti parlano a vanvera del caso Toscana e nessuno del fatto che Nichi ha incassato i no di Udc e Pd. I progetti dei Radicali? Vaghi».

Riccardo Nencini, segretario del Psi, è di nuovo al centro delle polemiche in casa Sel. L’unico motivo per cui non si leggono accuse infuocate dirette a lui e ai socialisti è che il sito di Sel è chiuso. Ma su facebook, per esempio, o sul quotidiano vendoliano gli altri non mancano i riferimenti critici ai socialisti.
 
Onorevole, l’ultima volta che ha parlato con Terra precisando la sua posizione sull’assemblea del 19 dicembre l’hanno crocifissa. Di nuovo nei guai?
Resto sempre stupito di certi comportamenti. All’epoca io fui chiarissimo. Ho sempre detto che non avrei sciolto il Psi prima delle regionali. Lo sapevano tutti. Io ho sempre concepito Sel come una federazione di soggetti, un’alleanza elettorale, in questa fase.
 
All’indomani del congresso dei Verdi è stata impressa un’accelerazione al processo di costituzione di Sel. Alcuni dirigenti, Gennaro Migliore e Claudio Fava in testa, hanno invocato la tesi del congresso fondativo e del “partito subito”.
L’accelerazione fu provocata da un tentativo di stringere i socialisti alle corde. Ma le nostre motivazioni erano note. E dopo il congresso dei Verdi non c’erano motivi per cambiare, anzi al limite dovevamo riflettere su quell’evento. Per me i Verdi hanno perso il congresso anche sulla comunicazione del tema “scioglimentosuperamento del sole che ride”. L’accelerazione impressa a Sel invece ha provocato tutta una serie di piccoli terremoti.
 
Tipo?
Per esempio sono nati comitati locali di Sel senza i socialisti. Sono nate mille piccole tensioni. Questo è accaduto perchè, a differenza di quanto chiedevo, anche in quella intervista, a Sel fu dato un taglio esclusivamente burocratico e organizzativo e non politico. Nei giorni in cui il Pd disegnava il suo nuovo profilo secondo me era più importante proseguire sulla strada della conferenza programmatica e non incagliarci nel dibattito partito si o no, congresso si o no, per fare la fine dell’asino di Burigliano che muore per l’indecisione tra le mangiatoie. Quel dibattito ha lasciato un segno molto negativo, una ferita. Se Robotti, Migliore e Fava vogliono farsi un partito va benissimo. Ma perchè devono imporlo a noi?
 
Quel momento di tensione però sembrava superato.
Lo credevo anch’io, avendo raggiunto un accordo con Vendola e Fava sul futuro. Loro però l’hanno violato pochi giorni dopo.
 
Cosa prevedeva l’accordo?
Che all’assemblea del 19 si discutesse del programma elettorale di Sel. L’ordine del giorno dell’assemblea, che si confermasse il coordinamento nazionale, che non si parlasse di partito fino alle regionali. E infine che, dal punto di vista del metodo, le decisioni sarebbero state unanimi. L’accordo doveva garantire a tutti i fondatori di Sel di non essere prevaricati. E invece alla prima occasione, pochi giorni dopo, il coordinamento ha messo in minoranza i socialisti. Giovedi scorso il coordinamento ha cambiato l’ordine del giorno dell’assemblea e ha deciso la presentazione di liste di Sel in tutta Italia.
 
Ma il problema resta il caso Toscana.
Sulla Toscana sono state dette grandi menzogne. Messe li ad arte per seminare zizzania.
 
Sul suo sito ha mosso una critica alla strategia di Vendola in Puglia.
Semplicemente registro che Casini gli ha detto di no e il Pd nazionale gli chiede un passo indietro. Vi sembra poco? Lui è fondatore con me di Sel, è governatore uscente di una grande regione del sud che ha governato bene. Se uno dei fondatori di Sel è corresponsabile della caduta di Sel e incassa due no di questa portata vorrà Nichi trovare il tempo di discutere il “caso Puglia” con gli alleati? O si può parlare solo di Toscana
 
E ora?
Dobbiamo tornare alla strada maestra e rispettare gli accordi in Sel. E se uno non ha la forza di mantenerli non li deve firmare. Per me si riparte dal rispetto reciproco e dal mantenimento degli impegni. Ora lasciamo posare la polvere, capiamo cosa succede a Sel. Capiamo meglio il progetto radicale che è ancora molto vago. Poi io avrò incontri nazionali importanti. E poi tireremo le somme. Comunque i socialisti saranno in campo. I nostri candidati e le nostre idee saranno ben rappresentate alle regionali.

Commenti

La sinistra non basta (a Luca Bonaccorsi)

Le tue parole Luca sono cristalline. Però chiariamoci.
Fu La Sinistra l'Arcobaleno. Il nome dice tutto, la divisione in due termini, un simbolo cooptato anche nei colori, un po' di rosso, un po' di verde, le dimensioni etc, una tristezza che già delineava un albero nato storto. Nel 2007 si parlò di unire i partiti a sinistra per fare una sinistra nuova, ma non ho ancora capito a questo punto cosa si intendesse con quei termini. Si era promesso gruppo unico al parlamento, mai avvenuto. Si fece l'assemblea della sinistra e degli ecologisti, sembrava il preludio della nascita di un progetto, ma quell'assemblea non ebbe un ruolo vero, era un contentino per far partecipare la gente, ma nulla di più. Ero tentato di parteciparvi, ma alla fine non l'ho fatto, e ho fatto bene. Va anche segnalato che poco prima Pecoraro Scanio aveva rilanciato la costituente ecologista, poco dopo l'unità a sinistra, bah.

Improvvisamente si svegliano tutti, con la caduta di Prodi. Un improvviso preludio, in poco tempo si decide tutto. Eppure gli attriti c'erano, pdci e verdi che facevano campagna un po' per conto loro, si parlava lingue diverse. Dopo il disastro Diliberto subito a raccogliere i comunisti come a schifarsi della sinistra arcobaleno, e poi a cascata i congressi, che sono andati come dovevano andare. Io ho votato La Sinistra l'Arcobaleno nel 2008, turandomi il naso e giurando a me stesso che non avrei votato più un progetto fatto a tal modo senza vera convinzione e senza nuovi contenuti uscendo dalla vechcia politica e dalle vecchie ideologie, e così ho fatto. A Roma non votai sinistra per l'appoggio incondizionato a Rutelli, nel 2009 ho votato lista Bonino-Pannella, perchè i radicali comunque fanno le loro battaglie ma soprattutto perchè in Italia manca una vera lotta per la legalità in tutti i fronti, perchè come dice Pannella "strage di legalità è strage di vite", e sinceramente mi sento quotidianamente oppresso dal mancato rispettod elle regole che sono alla base della civile convivenza. Quindi non ho votato Sinistra e Libertà: come mai? per la promessa fattami...quel progetto è nato solo dopo lo sbarramento alla legge elettorale, altrimenti ognuno andava per conto proprio. Ancora una volta non erano credibili, di fretta hanno fatto campagna elettorale uniti senza che ci fosse un serio progetto.

E non parliamo poi del modo con cui la dirigenza verde ha gestito la situazione, fuori dalle regole statutarie.
ed io ero andato all'Ambra Jovinelli, fiducioso. Ma la nuova sinistra non è nata, è stata una questione di classi dirigenti, ed ecco i risultati sotto gli occhi di tutti.
La rinascita e lo sviluppo di un soggetto verde invece è un progetto che mi affascina, soprattutto se le parole di Bonelli (che corrispondono al risultato delle mie riflessioni) si trasformano in realtà. Aspetto però stavolta, non ho voglia di farmi "infinocchiare" per l'ennesima volta, voglio i fatti.

Serve coinvolgere associazioni e cittadini, serve destrutturare il vecchio modo di far politica, serve costruire una comunità di riferimento più che un partito, serve divulgare, informare. Parlare di Ambiente, ecologia, pace, diritti, legalità, ma anche doveri e responsabilità, in più avere sempre un occhio di riguardo alla questione umana, in quanto persone di buonsenso e di sentimenti, contro tutte le pazzie che ci si stanno ritorcendo contro, in una società sinceramente allo sbando.

Queste sono le vere sfide, e a mio avviso quel che non ha saputo fare la sinistra dei partiti in 2 anni lo potrebbero fare i verdi con la costituente ecologista.
Buon lavoro

http://blog.libero.it/rigitans

Una sinistra indispensabile

Caro Luca,
sinceramente non sono in grado di dare un giudizio approfondito sul gruppo dirigente di SEL, la mia conoscenza si limita a qualche video preso da youtube o a quel poco a che leggo sui giornali e non posso andare oltre, nel mio giudizio, in un certo apprezzamento sulle politiche adottare in Puglia da Vendola governatore.
Certo il gruppo Bertinottiano, in rifondazione, non si è mai distinto come esempio di democrazia avanzata e sinceramente mi è difficile capire, al di là delle dichiarazioni, quale sia l'idea di partito che possano avere Vendola o Fava.
Detto questo, però non so che farmene dei verdi, così come sono oggi oppure, ancor meno, dell'attuale PSI. L'impressione che ho è di trovarmi davanti a partiti composti da assessori locali e consiglieri degli enti locali, con pochissimi militanti veri, scarsissimo dibattito interno e sopratutto democrazia interna estremamente sporadica.
Vedo anche dei notevoli limiti culturali oggi a definirsi soltanto "verdi", "neocomunisti" o "socialisti".
Sinceramente non credo che una sola cultura politica possa soddisfare la domanda di politica che c'è oggi a sinistra e soprattutto non credo che possa essere sufficiente per dare delle soluzioni alle sfide odierne.
Non basta un solo approccio culturale, ma di volta in volta vanno valutate soluzioni ispirate a ciò che rimane di nobile di socialismo e comunismo al netto di alcune degenerazioni occorse nel 20° secolo ma anche a sviluppo sostenibile, paradigma della decrescita, movimento no global e quant'altro sia utile a costruire una società in cui le priorità sociali siano maggiormente orientate al benessere collettivo.
Sono dunque due i requisiti ineludibili:
1) multiculturalità politica senza pretese di avere la ricetta giusta a priori senza bisogno di autocostringersi in paradigmi predefiniti respingendo, ovviamente, le verità a priori del neoliberismo;
2) democrazia diffusa e coinvolgimento di tutti nei processi decisionali grazie anche all'ausilio delle nuove tecnologie.

La democrazia diretta

Caro Kiatto,
credo che raccontare la vicenda di Sel come popolo vs. nomenclature è corretto quanto raccontarla come scontro tra chi il partito ce l'ha già, e chi lo vuole per farci esattamente le stesse cose di quelli che ce l'hanno già.
Io Sel l'ho fondata insieme agli altri. Ho partecipato all'organizzazione dell'assemblea dell'Ambra Jovinelli e alle prime, vere, primarie delle idee.
Il giorno dopo il coordinamento è passato sopra quel lavoro come i carriarmati a tienanmen. Tutti. Inclusi quelli a cui evidentemente fai appello tu. Forse, oggi, dopo tante sconfitte, sarebbe più utile pensare e studiare piuttosto che lanciare anatemi. Io ho poche certezze e molte domande. Per esempio: il gruppo dirigente vendoliano (ex bertinottiano) che doveva fare la "sinistra nuova", quella post-comunista, ecologista, nonviolenta ecc.ecc., ha perso il congresso di Rifondazione ed è dovuto uscire. Poi ha fatto perdere il congresso ai verdi con Sel. Poi ha fatto scappare i socialisti. Allora mi chiedo: ma siamo sicuri che siano loro le persone adatte a fare la nuova sinistra?
Se ne può parlare?
Con affetto
Luca Bonaccorsi

Ostaggi delle segreterie

PRC, PdCI, Verdi, PSI neanche uno dei microcespugli (residuato ormai marginale di storie politiche o culture politiche ben più vaste e importanti ma rimaste ormai ostaggio di qualche politicante autoreferenziale) ha mai voluto fare il minimo passo indietro in favore della costituzione, in questo disastrato paese, di una forza più ampia di sinistra ambientalista dove conflusicano e si contaminino reciprocamente culture diverse.
Ogni volta che qualcuno rischia di dover mettere in gioco qualcosa del proprio micropotere ci si tira indietro barricandosi nel proprio orticello fatto di certezze e autocompiacimento.
Ieri i dirigenti di rifondazione e dei verdi e oggi i socialisti si stanno prendendo una grave responsabilità nei confronti degli italiani e del bene del paese.
A questo punto la speranza è che in Sinistra Liberta Ecologia prevalga il coraggio e ci si decida di costituire un partito che non sia la somma delle strutture di partitini ormai inutili ma piuttosto una nuova struttura leggera alla quale copartecipano un enorme numero di persone investite di un reale potere decisionale.
Circoli di partito sul web e democrazia diretta!

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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