Giustizia per Cucchi
MANIFESTAZIONE. Oggi un corteo a Roma per chiedere «verità e giustizia» per il giovane deceduto nel reparto carcerario dell’ospedale Pertini, sei giorni dopo l’arresto per pochi grammi di droga.
A due settimane dalla morte di Stefano Cucchi sono ancora troppe le ombre che avvolgono la vicenda. Oggi un corteo a Roma per chiedere «verità e giustizia» per il giovane romano, deceduto il 22 ottobre nel reparto carcerario dell’ospedale Pertini, sei giorni dopo l’arresto per pochi grammi di hascisc. La manifestazione, indetta dalla Rete contro l’autoritarismo, partirà alle 15 da Tor Pignattara, all’altezza del parco dell’Acquedotto Alessandrino e, dopo aver attraversato il quartiere, terminerà davanti al mercato di via Ciro da Urbino, vicino alla casa dei Cucchi.
«Parteciperò anche io al corteo - dice Ilaria, sorella di Stefano - per chiedere giustizia, ma anche per ringraziare le tante persone che ci sono state vicine. A oggi - continua - non sono state ancora individuate le responsabilità di questa assurda morte. I nostri legali hanno avuto un colloquio con i magistrati inquirenti e a breve dovrebbero essere inoltrati i primi avvisi di garanzia». A confermare l’ipotesi delle violenze subite dal ragazzo, oltre alle foto diffuse dalla famiglia Cucchi che ritraggono il corpo di Stefano ormai martoriato dopo il decesso, concorrono da ieri altre immagini. Sono le foto segnaletiche scattate dalla polizia penitenziaria del carcere Regina Coeli venti ore dopo l’arresto. Non lasciano dubbi: ematomi intorno a entrambi gli occhi e lividi diffusi sul viso, fino all’altezza del collo.
Tra tante zone d’ombra «l’unica certezza che abbiamo - dice Fabio An acselmo, legale della famiglia Cucchi - è che quei traumi Stefano non se li è procurati da solo». La violenza sembra dunque assodata, nell’indagine per omicidio preterintenzionale, per gli inquirenti il pestaggio potrebbe essere stato realizzato a più riprese. Non è da escludere il coinvolgimento nell’inchiesta anche dei medici che hanno assistito Cucchi all’ospedale Pertini, con il delinearsi, nei loro confronti, di un’accusa per omicidio colposo. Della vicenda si sta occupando anche una commissione d’inchiesta del Servizio sanitario nazionale, a cui due giorni fa, però, è stata negata la possibilità di interrogare i quattro detenuti compagni di cella di Stefano nel carcere di Regina Coeli.
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