I lettori non si influenzano

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Beniamino Bonardi
VACCINO. La conta dei morti è patetica, stupisce che il Corriere segua mode pericolose. Da giornalismo come bene pubblico a promoter delle case farmaceutiche. Non è una pandemia ma l’allergia per la stampa ha già contagiato la Rete.

I cittadini-lettori-influenzati sono imbufaliti per come i media stanno dando le informazioni sull’influenza A. Basta fare un giro sui siti web di Corriere della Sera, Stampa e Repubblica per accorgersi che questa conta, tipo “tutti i morti minuto per minuto”, come l’ha definita Eugenia Tognotti sulla Stampa, sta creando un moto di ripulsa. I più arrabbiati intervengono sul sito del Corriere. LixyUsher, mamma single di un bambino di dieci anni scrive: «Mi dite che questa influenza è come tutte le altre e poi, però, ogni volta che apro l’home page del Corriere vengo aggredita da terrore puro. E ok. Ci siete riusciti. Sono terrorizzata. TERRORIZZATA. Al punto tale che non capisco più cosa devo fare, se devo andare da qualche parte, se devo comprare qualche farmaco speciale, se devo andare a fare un tampone, una lastra, o direttamente un’intubazione. Ma se non muoio, giuro che mi informo.
 
E poi, se è possibile, mi costituisco parte civile e vi faccio causa per terrorismo». Anche Sebastiano da Venezia vorrebbe «un’indagine per vedere se ci sono gli estremi per accusare di procurato allarme il governo e i giornali». Per Massiminoiltrace, «il panico è montato ad arte - giornalisti pagati da multinazionali farmaceutiche -. L’incidenza di complicanze è inferiore a 1 su 100mila, meno che per l’influenza normale - STATE TRANQUILLI E SERENI!!! - Corriere vergogna, la qualità del tuo giornalismo è sempre più scadente». «Basta con questa conta dei morti! non se ne può più!», si sfoga Gianluigi. «Non si fa altro - oltre a riempire le pagine di notizie - che instaurare un clima di terrore che non ha ragione di esistere!».
 
«State procurando un allarmismo, ma anche un danno, per le nostre strutture sanitarie, non da poco. Pensate anche a questo quando titolate il giornale», suggerisce Katonmars. Secondo Gerry, «non c’è nulla da fare: tutto quello che passa per tv e giornali diventa un CASO! L’anno scorso sono morte migliaia di persone per l’influenza stagionale e non ho sentito assolutamente nulla in merito. Manco una notizia. Bho!!!». Anche Kattivik chiede: «Com’è che l’anno scorso non ci avete tediato raccontandoci, una per una, la storia degli 8.000 morti di influenza? Ma secondo voi sul sito della Bbc vengono registrati i decessi in tempo reale? Non ho parole, vergogna!». Pierecall si chiede: «Dove finisce, deontologicamente parlando, la disinformazione mediatica e dove inizia il business? ».
 
«Scusate i toni un po’ accesi - premette Pentaduo - ma qui non si capisce più niente... non che ci sia poi molto da capire, ma stamattina in un servizio al tg ho sentito che le scuole sono semideserte, e alcune non permettono ai bambini di rientrare senza il test negativo dell’H1N1, ma poi ribadiscono il fatto di non affollare gli ospedali in cerca di conferme dell’avvenuto contagio... direi che è il caso di finirla con questi tormentoni mediatici. Se è vero che la suina non fa più danni della stagionale perché terrorizzare la gente con tutte queste morti dichiarate? L’anno scorso ne sono morti 8.000, ora per 17-18 casi la sanità è in fermento e lo Stato in emergenza. State facendo tutto voi (media, politici)». «La vogliamo finire con questi allarmismi ridicoli?», chiede Ilmassi.
 
«Se volete fare informazione sbattete in prima pagina i morti per influenza tradizionale di ogni giorno e magari di polmonite. La gente si renderà conto dell’inutilità di questi allarmi. Questa conta dei morti è patetica, mi stupisco che il Corriere segua queste mode inutili e pericolose». Anche Cinico66 chiede: «Qual è il motivo per cui ogni santo giorno ci informate della morte di Tizio o Caio per l’influenza suina? Diteci... perché? Perché non riusciamo a capire come mai negli anni passati ogni santo autunno nessun giornale, dico nessuno, faceva l’inventario dei morti periti per influenza. Volete far montare il caos? Perché non dite che Tizio o Caio sono morti perché magari cardiopatici, asmatici, fibrotici polmonari... a che serve tutto questo? Spiegatecelo per favore».
 
Una risposta viene da Gbp2008: «La suina si vende bene sui giornali e sulle tv, della vecchia influenza non se ne frega nessuno, tutti vogliono il morto di suina... fa più film del genere catastrofico! Parliamo invece di vecchia influenza: 8.000 morti all’anno solo in Italia, praticamente in dieci anni scompare una città come Udine, moltiplichiamo per 10 Stati europei e voilà quasi un milione di morti in dieci anni, una città come Milano!... eh, che ne dite, anche la vecchia cara influenza fa la sua “porca” figura!». «Mi spiegate perché (e mi rivolgo ai redattori del Corriere) in tutte e dico tutte le prime pagine dei maggiori quotidiani online d’Europa e non solo, Times, Le Figaro, El País, Paris Match ecc. ecc. non c’è traccia della influenza suina (le notizie sono normalmente inserite nei giusti spazi interni) mentre in Italia aprite tutti con titoli in prima pagina dove fate sembrare pochi decessi, 17, una ecatombe? La volete smettere di fare i catastrofisti? A che serve?», chiede Ameleo.
 
Anche per Goffredopuccetti «non esiste alcun allarme influenza e il Corriere si dovrebbe vergognare per la linea editoriale tenuta fino a oggi, fatta di titoli falsi, statistiche distorte e notizie montate ad arte ». «Basta commentare», suggerisce Astteee. «Dobbiamo scrivere alla redazione http://www.corriere. it/scrivi/bit.shtml e chiedere che non venga dato spazio alla diretta sui decessi. Quello che stanno facendo Corriere e Repubblica è uno schifo. Mi meraviglio che il ministro non intervenga. Il giornale vende di più se fate credere alla gente che crepiamo tutti di influenza? ». Ecco infine l’appunto di un addetto ai lavori: «A 27 anni credevo di essere un medico di famiglia. Scopro di essere al fronte, per una guerra destinata a fare 4.000 morti. Devo quindi aspettarmi che i tg ci propinino lo stillicidio dei numeri? E perché non aggiornare sui morti della “solita” influenza? Il 4000° deceduto vincerà qualcosa?».