La Pianura Padana dei veleni

Alessandro De Pascale

INQUINAMENTO. A Chiari, in provincia di Brescia, da anni i cittadini lottano contro un’acciaieria situata nel centro della città. Sono le trafilerie Gnutti, per Chiariambiente «troppo grandi e dannose per stare così vicine alle scuole».

L’ultimo incidente si è verificato domenica 13 settembre, verso le 19:30. La fonderia ha rilasciato nell’atmosfera «una delle sue solite fumate nere». Siamo nel comune di Chiari, in provincia di Brescia. L’impianto è quello delle trafilerie Carlo Gnutti spa, una delle più grandi fonderie di ottone del mondo. Situata in pieno centro, recentemente è stata addirittura ampliata. Perché l’azienda ha convinto gli amministratori locali che il nuovo impianto da 900mila tonnellate, avrebbe inquinato meno di quello da 160mila. Ma, come prevedibile, pare che le emissioni siano aumentate. Secondo le associazioni ambientaliste l’impianto avvelena da anni i quasi 20mila abitanti del comune di Chiari.
 
La direzione dell’azienda il 29 settembre ha ammesso l’incidente. La fumata nera era stata filmata dai viaggiatori della linea ferroviaria MilanoVenezia in transito alla stazione di Chiari, i cui binari sono  adiacenti all’impianto produttivo. Il video era poi finito su internet e ripreso dai media locali. La Gnutti spa era stata costretta a fermare l’impianto per una settimana. Confermando la rilevanza del fatto. Le trafilerie Gnutti, in attuazione delle direttiva europee emanate dopo il disastro di Seveso, rientrano nell’elenco delle «aziende a rischio incidente rilevante».
 
La Pianura Padana è una grande fabbrica di veleni. Guardando la cartina dell’Europa realizzata dall’Organizzazione mondiale delle sanità, è una striscia uniforme di colore ebano. In tutto il Vecchio continente l’unica altra area con quella tinta è situata tra il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo. I cittadini di queste zone convivono con diossina, particolato e altri inquinanti, spesso oltre la soglia di allarme. E si nasce già con 12-36 mesi di vita in meno a causa delle polveri oltre i limiti di legge. Chiari non fa eccezione. Oltre alla Gnutti, situata in pieno centro, c’è una zona industriale piena di acciaierie. Per reclamare una vita migliore l’associazione Chiariambiente da più di dieci anni combatte l’inquinamento delle acciaierie. «Abbiamo un solo obiettivo - spiega il presidente Giuseppe Ramera - difendere l’ambiente e la salute chiedendo trasparenza ».
 
Il gruppo ha così iniziato una battaglia legale con esposti e ricorsi alla magistratura, allo Stato italiano, agli enti locali e alla Ue. L’ultima denuncia presentata alla Commissione europea è del 2 marzo scorso. Julio Garcia Burgués, capo dell’unità Ambiente di Bruxelles ha provveduto a «richiedere ulteriori informazioni alle autorità italiane». Chiariambiente ritiene che «almeno nove direttive europee sono state ignorate dalle istituzioni locali »: tra cui la riduzione dell’inquinamento, la qualità di aria e acque, gli scarichi di cadmio e inquinanti organici persistenti, come la diossina. Come del resto ha evidenziato in un’interrogazione alla Regione il consigliere dei Verdi democratici Marcello Saponaro. La risposta dell’assessore lombardo all’Ambiente Massi mo Ponzoni è arrivata nei giorni scorsi. L’assessore spiega che parte delle competenze dal gennaio 2008 sono passate alla Provincia.
 
«La logica dello scarica barile - spiega Saponaro - non serve a nessuno, meno che mai alla salute dei cittadini». Nel 2003 il Comune di Chiari aveva illustrato le analisi dei terreni di un vicino campo sportivo. I risultati avevano rilevato rame, zinco, cromo, stagno e cadmio sopra i limiti di legge. Nella scuola elementare Turla, vicina all’impianto, in tutti e sette i campioni prelevati i metalli pesanti sono fuori norma. Alle indagini della Asl si è poi aggiunto uno studio dell’università di Brescia. La mortalità per tumori e malattie cardiovascolari è circa il 70 per cento del totale. «Le indagini condotte sulle persone sono insufficienti - continua il presidente di Chiariambiente - perché l’impianto emette un’enorme quantità di diossina: 270 volte in più dell’inceneritore di Brescia. La Gnutti è troppo grande e inquinante per stare così vicina alle scuole».

Commenti

CIAMPINO: AEROPORTO VICINO CENTRO CITTA'

A Ciampino vicino Roma, vi è un aeroporto con 5.000.000 di passeggeri circa, è un pò lo stesso, 30.000 abitanti ufficiali, ma forse si arriva a 50.000, scuole materne e medie inferiori, secondo nodo ferroviario del Lazio, d'estate bisogna stare con le finestre chiuse.
Ora si è scoperto che i comuni di Roma, Ciampino, Marino prendono dei soldi dall'aeroporto per il transito dei passeggeri. Non si riesce a bloccare i voli....60 anni di partitocrazia ha fatto vincere i LADRONI DEL TERRITORIO.
In carcere poi ci vanno......sarebbe più esatto dire ci muoiono i ladri di galline.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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