Orchestra d'Italia

Pierpaolo De Lauro
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CREATIVITA’. E’ partito il progetto “Unita”, un lungo percorso per celebrare i 150 anni dell’unificazione del nostro Paese, tra tradizione, fusione e la nascita di un’ensamble di musica popolare.

Suoni, emozioni e tradizioni che si fondono e cercano nuove strade. Tutto questo è l’Italia e sulla strada della fusione corre il progetto Unita, un modo particolare per celebrare i 150 anni dall’Unità del nostro Paese. Un progetto a tappe, iniziato ieri a Torino, con l’obiettivo di dar vita a un’Orchestra della musica popolare italiana e far capire che nasciamo dall’unione di tante voci che guardano al Mediterraneo. Tutto con la direzione artistica di Fabio Barovero, leader dei Mau Mau. Tra i prossimi appuntamenti il 26 novembre si viaggerà dall’Istria al Salento con Est, Est, Est, il 3 dicembre occhio su Napoli e Torino con Italiella e il 10 tema sul mondo del lavoro con Il pane e le rose.
 
Fabio, parte questo lungo progetto che si concluderà nel 2011. Come nasce?
Tutto ha inizio nell’ambito di Musica 90 a Torino, una città che ha una grande sensibilità verso l’argomento. Ho messo al centro dell’attenzione non tanto la ribalta delle musiche a carattere regionale, ma chi oggi dovrebbe essere al centro dell’attenzione della nostra musica: artisti che pur avendo aderenze col territorio d’origine hanno una grande necessità interiore di mostrarsi e di studiare senza vincoli filologici. Per me è importante radunare, offrire delle opportunità a dei musicisti. Attraverso le serate è importante capire quali sono le personalità che hanno intenzione di contaminarsi e arrivare alla costruzione di un ensamble. A noi interessa avere personaggi che da sé portano una propria identità culturale e la trasformano.


Tutto il progetto è basato sull’unire non solo l’Italia ma tutto il Mediterraneo.
Sono abituato a lavorare con artisti che hanno un’identità liquida, multiforme. Penso alle Faraualla, un gruppo di donne pugliesi: se le ascolti senti la musica popolare e nello stesso tempo puoi tuffarti nella musica afrobrasiliana.


Un modo per rappresentare una nuova Italia?
Esatto, l’Italia e la fusione di tante identità in movimento. Come diceva Bartok agli inizi del secolo scorso, la musica popolare è un organismo vivente che cambia di minuto in minuto, a noi interessa fotografare un momento. Tutto è aperto. è importante che ci siano contatti fisici, che oggi sono rari e speriamo che possa nascere altro.
 
Tra i partecipanti c’è il Coro delle badanti ucraine.
Partecipano alla serata del 10 dicembre dal titolo Il pane e le rose, dai canti delle mondine ai cori delle badanti. Hanno una grande professionalità, passano le ore li bere facendo musica. Mi piaceva indagare sul passato italiano delle mondine e quello che è oggi. Alla serata partecipa anche Lao Kouyate, uno dei maggiori esponenti della kora che per sbarcare il lunario è stato costretto a lavorare in fonderia. Mi faceva piacere riuscire a costruire una staffetta per illustrare un mondo, far pensare attraverso le emozioni musicali.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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