Sel ha le carte in regola. Nonostante le difficoltà

Versione stampabileInvia a un amico
Grazia Francescato
francescato.jpg
OPINIONI\1 L’ex portavoce del partito: «Oggi i Verdi italiani non possono avere il monopolio dell’ambientalismo: sono una delle tante forze attrezzate su questi temi».

Per me un partito è uno strumento, deve servire una causa e delle persone. Il problema della sopravvivenza di un partito non è slegato da queste cose. Slegato da queste cose i partiti, i simboli, sono feticci vuoti. I Verdi sono nati con uno slogan “dare voce a chi non ha voce”: pensavamo alla natura, alle piante, agli animali, agli ecosistemi, oltre alle persone più deboli ed emarginate. Quindi, servono ancora i Verdi? Io ho sempre detto: sì, se. Sì, se servono alla causa. Per me oggi i Verdi, per le condizioni in cui versano, non possono essere l’unico strumento per la causa ecologista. Tra l’altro noi nascemmo con l’idea di essere biodegradabili, ovvero di scioglierci quando non ci fosse stato più bisogno di noi, quando non fossimo stati adatti allo scopo. Credo che dovremo rispolverare questa idea primigenia.
 
E qui arriviamo al “solve et coagula” di Langer. Secondo me, ma posso sbagliarmi e ci tengo a sottolinearlo, oggi i Verdi italiani non possono avere il monopolio dell’ambientalismo e della critica alla globalizzazione: sono una delle tante forze attrezzate su questi temi. E forse neanche tra le più attrezzate ormai. Per fortuna grazie ai Verdi e agli ambientalisti, il seme dell’ecologia sta germogliando e dando frutti in molti terreni. Ci sono ormai milioni di persone che vivono secondo uno stile di vita ecologico, pensano eco, mangiano bio e magari non sanno neanche dell’esistenza dei Verdi. E non sono meno ecologisti di noi, e forse sono più adatti di noi a portare avanti la nostra causa. I Verdi non sono più i custodi del santo Graal. Forse anche per questo Sel ha accettato il 20 settembre di mettere la parola Ecologia nel simbolo, e il tema al centro del suo fare politica. Mettere insieme le ragioni del lavoro e dell’ambiente è vitale ora, nel momento in cui la green economy può essere la risposta per uscire dalla crisi e dimostrare che un altro mondo è possibile. Sel ha le carte in regola per farlo. Il che non vuol dire che nel suo futuro non ci siano difficoltà enormi.
 
Anche in Sel ci sono i vecchi vizi della sinistra: l’ossessione della leadership, la corsa a chi è più di “sinistra”, l’ideologismo. Tutto ciò rende molto difficile costruire una novità vera. Io non sono interessata alle polemiche, ai livori, agli strascichi, alla guerra dei Roses. La mia scelta non è “contro” qualcuno, semplicemente scelgo. Non so se Angelo Bonelli voglia davvero dar seguito alle espulsioni minacciate. Certo che se espellesse tutti quelli che non l’hanno votato sarebbe la più grande espulsione di massa dai tempi di Stalin. Per me il Presidente di un partito ha il dovere di tentare di unire e non di dividere. Di tenere insieme le varie anime. Lui farà come crede e in bocca al lupo. A me ora interessa mettere al centro della politica di Sel l’ecologia, non andare contro i Verdi.
 
L’assemblea di oggi a Roma serve anche a questo, a uscire da ogni ambiguità. Che personalmente non mi riguardano, poi. Ho lasciato la presidenza dei Verdi, non sono nell’esecutivo. E poi quale concorrenza stiamo facendo? Sel non esiste ancora come soggetto politico, e non siamo ancora in campagna elettorale. A me non interessa discutere quello che fa Bonelli. Delle storie di commissariamento e espulsioni se ne occupa il giurì. A me interessa costruire non distruggere. Bonelli crede che i Verdi possano divenire il fulcro delle associazioni ambientaliste e degli ecologisti? Secondo me non sarà possibile.
 
Ma a lui e ai Verdi auguro ogni bene. Se guardo i Verdi piango, ma se guardo Sel certo non rido. C’è poco da stare allegri su entrambi i fronti. Il vero problema è che fare politica oggi è patogeno, la politica oggi è patologia. E uno può scegliere solo fra diverse patologie. Di questo, che è il punto cruciale, io sono disposta a discutere. Io non sono mica innamorata di Sel. Per quanto mi riguarda sono in tregua con gli incarichi politici. Sono una libera cittadina, ho zero titoli e, finalmente, infinità libertà. Mi alzo la mattina e sono responsabile solo di me stessa.