«Almeno dateci un’alternativa»

Cecilia Anesi

LA PROTESTA. Il governo va avanti e decide di ignorare le voci di sindaci e comitati contrari al nuovo mostro.

I comitati civici vesuviani in lotta non hanno preso bene la notizia della convocazione della conferenza di servizi indetta da Bertolaso per inaugurare l’apertura di una discarica nella cava Vitiello di Terzigno. Dopo avere manifestato in più di mille venerdi 18 dicembre contro la munnezza nel Parco Nazionale del Vesuvio, hanno ieri deciso di spalleggiare i tre sindaci di Boscotrecase, Boscoreale e Trecase, Agnese Borrelli, Gennaro Langella e Gennaro Cirillo, con una manifestazione a Piazza Plebiscito a Napoli, a pochi passi da Palazzo Salerno. Il sindaco Borrelli del Pd si è detta indignata che il Governo non abbia preso nemmeno in considerazione la eventualità di una alternativa all’apertura di discariche all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, mentre il sindaco Langella, del Pdl, ha dichiarato che «apertura di una discarica grande 15 volte quella attuale preoccupa molto. è ora che si metta in campo un piano serio per il trattamento dei rifiuti».
 
E' ovvio che il Commissariato non prenda in considerazione delle alternative alle discariche. Tradirebbe la legge 123/2008 che prevede una discarica anche nella cava Vitiello e la propria linea. Enzo Iandolo, Comitati Vesuviani in lotta ci tiene a sottolineare che tutto ciò fa parte «dell’imbroglio tecnologico che ci hanno imposto come superamento della crisi rifiuti, cioè inceneritori e discariche». Eppure è stato proprio il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, pochi giorni fa a dire che «non è più tempo di discariche». Come mai allora il Commissariato all’emergenza rifiuti si prepara ad aprirne un’altra e della enormi dimensioni? Ci sono tre motivi. Il primo è una questione di immagine: la discarica di Terzigno è l’attuale vanto di Bertolaso, che durante lo ‘spazzatour’ del mese scorso ha portato i giornalisti proprio li, e non a Chiaiano o a Ferrandelle.
 
Il secondo è tecnico: la cava Vitiello potrebbe garantire al Commissariato e alla Regione Campania altri quattro anni almeno di «gestione tranquilla», secondo lo stesso Bertolaso. Il terzo motivo è finanziario. Non si può deludere il colosso multiutility A2a che, dopo avere preso in gestione il problematico inceneritore di Acerra, ha bisogno di luoghi dove smaltire le ceneri tossiche. Prima c’e stato il decreto Prodi che ha sancito un segreto di Stato sugli impianti di incenerimento e sulla destinazione delle ceneri prodotte. Poi il decreto 90 di Berlusconi che ha permesso lo smaltimento di queste ceneri nel Parco Nazionale del Vesuvio. Poi il Commissariato che ha dato ad Ecodeco, una holding di A2a, l’appalto per la gestione della discarica di Terzigno.
 
Per Enzo Iandolo, il fatto che A2a abbia in gestione dell’inceneritore di Acerra e la stessa discarica dove smaltire le ceneri tossiche, è anche «una colonizzazione imprenditoriale, una municipalizzata Milanese-Bresciana che viene a gestire i rifiuti in Campania evidenzia che la regione da un lato è diventata il raccoglitore generale italiano della spazzatura e dall’altro l’unico luogo in cui è ancora possibile fare affari per le imprese». Angelo Genovese, biologo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II lo spiega cosi: «Purtroppo Terzigno ha 18 cave e Prodi che Berlusconi, con i loro decreti, mostrano di sapere bene che qua si potrebbero ospitare rifiuti per anni ed anni. è il regalo che il partito bipartisan dell’amore fa ai cittadini».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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