Dopo il fallito attentato aereo Usa e sauditi contro lo Yemen

Emanuele Bompan

SICUREZZA. Secondo fonti di intelligence statunitensi, il nigeriano avrebbe ricevuto l’esplosivo da cellule terroriste yemenite. Riad bombarda con 700 missili le regioni dei ribelli houti. E i media americani appoggiano il nuovo fronte

La Situation room, il centro d’intelligence della Casa Bianca per monitorare crisi e gestire le comunicazioni tra Presidente, Esercito, Cia e Agenzia nazionale per la sicurezza, è in fermento. Le tensioni nelle strade in Iran, lo scampato attentato di Detroit, la rinnovata attenzione sullo Yemen e le cellule di al Qaeda, mischiatesi ai ribelli sciiti houti, politicamente vicini a Teheran, agitano Washington. A riportare i riflettori sullo Yemen, il fronte più silenzioso della guerra al terrorismo, è stato proprio il fallito attentato del giorno di Natale sull’aereo Amsterdam-Detroit. Secondo fonti di intelligence, l’attentatore nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab avrebbe ricevuto l’esplosivo nello Yemen da celle di al Qaeda.
 
La rinnovata attenzione dell’Occidente sulle aree nord occidentali del Paese, controllate dai ribelli sciiti houti, dove i jihadisti hanno trovato rifugio, è una manna per il governo di Ali Abdullah Saleh e le truppe saudite. Da anni l’Arabia Saudita cerca, infatti, di schiacciare la resistenza houti filo-iraniana per proteggere i propri interessi economici e garantire un fiorente mercato per i signori della guerra con le forze governative yemenite. Nelle ultime 48 ore, sfruttando l’occasione, i bombardieri sauditi hanno sganciato (con il supporto Usa) oltre 700 missili sulla regione settentrionale del Paese per colpire i centri degli insorgenti houti. L’esercito yemenita avrebbe invece arrestato decine di appartenenti ad al Qaeda. Abdul-Malik al-Houthi, capo dei ribelli, sarebbe morto sotto i violenti bombardamenti.
 
Al momento non ci sono stime accurate dei decessi houti, mentre continuano ad aumentare i profughi ammassati ai confini della regione nord orientale. Terra lo scorso 24 dicembre, aveva denunciato che oltre 150mila persone erano fuggite dai loro villaggi. Da novembre gli scontri si erano moltiplicati, a seguito di un accordo tra Usa, Yemen e Arabia Saudita per schiacciare ribelli e miliziani jihadisti, siglato dal generale americano Petraeus. Dal 4 novembre Riyad ha assaltato con carriarmati e caccia bombardieri, le postazioni houti, accusando l’Iran di supportare la ribellione e gli insorgenti di mischiarsi con i jihadisti. Gli Usa nei mesi scorsi hanno inviato nello Yemen esperti di terrorismo e truppe speciali, stanziando 70 milioni di dollari in 18 mesi per la formazione delle forze yemenite. Ma fondi e militari potrebbero aumentare.
 
Basta vedere come si sono buttati nella mischia i falchi di Washington, indicando lo Yemen come «il prossimo hub del terrorismo internazionale». Mentre l’Arabia Saudita applaude. «È il centro della guerra contro il terrore » ha dichiarato il senatore indipendente Joe Libermann al Fox News Sunday. «Se l’Iraq è la guerra di ieri, l’Afghanistan quella di oggi, lo Yemen potrebbe essere quella di domani». I media conservatori hanno prestato il braccio, spingendo sulla «nuova minaccia yemenita ». Nuovi dossier, mentre è passata quasi in silenzio la recente notizia di un rapporto riservato del Pentagono che, dopo anni di studi documentali, ha ammesso per la prima volta che non c’è stato alcun rapporto fra Saddam e al Qaeda. Niente pistola fumante.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31