Kabul, Gates rassicura Karzai «Il nostro ritiro durerà anni»

Paolo Tosatti
kabul.png

AFGHANISTAN Il leader asiatico ha chiesto altri 5 anni per strappare il controllo del territorio dalle mani dei talebani. Il segretario alla Difesa Usa garantisce una exit strategy graduale. Pronto l’invio dei primi 16mila uomini di rinforzo.

 
Cinque anni per prendere il controllo del territorio, e almeno 15 per divenire completamente autonomi nella gestione della sicurezza interna. Durante l’incontro di ieri con il segretario alla Difesa Usa Robert Gates, il presidente afgano Hamid Karzai ha sottolineato con forza il bisogno di Kabul di essere sostenuta dagli alleati nella lotta contro il terrorismo ancora per un lungo periodo di tempo. Una richiesta diretta di aiuto, che ha il duplice scopo di stringere i legami con l’alleato americano e di prendere altro tempo per riorganizzare le forze e cercare ancora una volta di ricomporre il sempre più complesso puzzle dell’Afghanistan. Una strategia attendista confermata dalla scelta di Karzai di rinviare alla prossima settimana la presentazione di fronte al parlamento di una parte del suo esecutivo per ottenerne la fiducia.
 
Prima di decidere quale linea di governo e di politica adottare, il presidente ha preferito vagliare personalmente le intenzioni di Washington. Che ovviamente ha tutto l’interesse ad andare incontro alle richieste di Kabul. Perché se l’obiettivo di lungo periodo della Casa Bianca è quello di rendere il Paese dell’oppio autonomo in termini di sicurezza, nel breve quello che importa è avere più motivi possibili per mantenere le truppe al suo interno. Il fine degli Stati Uniti è garantire la stabilità del quadrante asiatico centrale, evitando che l’Afghanistan diventi un nuovo nido del terrorismo internazionale e mantenendo sotto controllo il Pakistan e le sue armi nucleari. «Vogliamo parlare con Karzai e il ministro della Difesa Abdul Rahim Wardak della decisione del presidente (Obama), della sua attuazione e della maniera in cui saranno utilizzati i rinforzi in collaborazione con forze afgane», ha dichiarato Gates ai giornalisti, sottolineando che il ritiro dei militari americani dall’Afghanistan inizierà nell’estate del 2011 ma durerà «diversi anni».
 
La visita di Gates, la prima di un membro dell’amministrazione Obama dopo l’annuncio dell’incremento del contingente statunitense a 100mila unità, è arrivata a poche ore dalla riunione dell’inquilino della Casa Bianca con il generale Stanley McChrystal, il co mandante delle truppe in Afghanistan. Ieri l’alto graduato e l’ambasciatore Usa a Kabul, Karl Eikenberry, sono stati in audizione al Congresso per esporre la nuova strategia nel Paese asiatico. Sempre ieri il Pentagono ha dato il via libera all’invio dei primi 16mila dei 30mila militari previsti come rinforzo. «L’aumento dei soldati Usa consentirà alle truppe Nato di fermare l’impeto dei ribelli e di isolare i talebani», ha dichiarato McChrystal. I nuovi inviati contribuiranno a migliorare l’addestramento dei soldati locali e mostreranno al popolo afgano che «siamo in grado di proteggerli». Così, dopo quelle diplomatiche di Gates, per Karzai sono arrivate anche le rassicurazioni militari. Per la Casa Bianca, quando si parla di partnership strategica, è meglio abbondare che deficere.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31