L’anno buio dell’ambiente

d.g.

BILANCIO. Il Wwf denuncia la mancanza di sensibilità politica e il taglio delle risorse finanziarie. In un 2009 segnato da catastrofi naturali e virate verso nucleare e cemento. In sei capitoli, un’Italia «distratta» e sempre meno verde.

Se a fine anno è tempo di bilanci, la questione ambientale resta bistrattata, ai margini dell’agenda politica. Nonostante i richiami, spesso fragorosi, della natura, il 2009 è stato un «anno nero». Parola del Wwf Italia che ha raggruppato tutte le voci della fragilità ambientale del Paese: dalla pioggia di cemento alle continue alluvioni e frane, dal rilancio del nucleare a quello di infrastrutture imponenti e “grandi opere”. Una situazione allarmante che, secondo l’associazione, è stata aggravata dalle scelte effettuate in Finanziaria, «vera cartina di tornasole che mette a nudo l’assenza di strategia e di finanziamenti».
 
Manca, dunque, una adeguata sensibilità politica, denuncia ancora il Wwf, a fronte di buoni risultati ottenuti in via di principio nel corso dei G8 di Siracusa e de L’Aquila. Con la manovra viene confermato il taglio del 49 per cento dei fondi destinati all’aiuto pubblico in favore dei Paesi in via di sviluppo. Proprio nell’anno dedicato al clima, in cui l’alterazione globale del sistema si è resa evidente nel nostro Paese con danni ingenti e, in alcuni casi, vittime. «Nel 2010 diminuiranno nel loro complesso le risorse per l’ambiente - avverte il Wwf -. I circa 276 milioni di euro sono spiccioli se si considera che stiamo parlando di difesa del mare, del suolo, delle aree protette e degli istituti di ricerca ambientale».
 
Poi, da domani, si apre formalmente l’anno dedicato alla biodiversità in cui l’Italia entra «con un brutto biglietto da visita». Critiche mosse soprattutto nei confronti dei recenti attentati alla normativa che tutela la natura e la fauna selvatica, come accaduto per la legge sulla caccia; in alcuni casi, «emendamenti blitz» respinti soltanto grazie alla mobilitazione della società civile. Biodiversità, ma anche tutela del mare, i due capitoli che, secondo l’associazione, sono caduti nel dimenticatoio. «Nonostante il gran clamore mediatico suscitato - ammonisce il Wwf - il tema delle navi dei veleni è precipitato nel silenzio, come se il caso di Cetraro avesse rassicurato sulle altre decine di navi del cui affondamento doloso si è ormai certi».
 
Ma a preoccupare è soprattutto il futuro, perché presto si produrranno gli effetti di politiche di ricostruzione selvaggia e di scelte energetiche eufemisticamente discutibili. Ancora una volta l’associazione non lesina critiche, definendo «assurdità» gli interventi in campo edilizio dei cosiddetti Piani Casa, quando ancora non si è pensato alla «più grande e importante opera pubblica del Paese: la sistemazione del dissesto idrogeologico». Tra le priorità del governo, è il monito, non c’è traccia del ripristino del territorio. Mentre nei prossimi mesi l’ipotesi del ritorno al nucleare comincerà a muovere i primi passi concreti, «ben dieci Regioni hanno ricorso alla Corte costituzionale ». L’ultima speranza contro il rilancio di una tecnologia «forse ancora poco percepita, per la gravità degli effetti e l’assurdità degli investimenti, dalla grande opinione pubblica».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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