L’Italia tagliata in due
MALTEMPO. Nei giorni di Natale le forti piogge hanno provocato frane e alluvioni in tutto il Nord. Migliaia le persone evacuate e isolate. Ora le perturbazioni si spostano al Sud, creando i primi disagi. Numerose strade e ferrovie interrotte
Dopo settimane di freddo, temperature sotto zero e abbondanti nevicate al Nord, ora il maltempo si sposta al Sud. Lasciandosi alle sue spalle esondazioni, frane e numerose strade interrotte. Migliaia le persone evacuate. La Protezione civile ha lanciato ieri una nuova allerta meteo per il Centro-Sud: «Precipitazioni a carattere di rovescio e temporali di forte intensità si stanno accentuando in tutto il Sud», ha spiegato Bernardo De Bernardinis, vicecapo dipartimento.
Soprattutto in Abruzzo, Marche, Campania, Basilicata, Calabria e Sardegna. Numerosi gli alberi caduti per il forte vento. A Pescara un pino secolare è finito su una casa ferendo un anziano. Le chiamate di aiuto ai vigili del fuoco sono state migliaia. Il maltempo proveniente dal Mediterraneo occidentale ha interessato gran parte delle regioni tirreniche meridionali.
I giorni di Natale così si sono trasformati in un incubo in molte zone del Nord, con frane e alluvioni in Toscana e Liguria. Le più colpite sono le province di La Spezia, Imperia, Pisa, Prato, Lucca, Pistoia e Massa Carrara. La messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico diventa ormai sempre più urgente.
Migliaia di persone restano isolate a causa delle strade bloccate dalle frane, altrettante sono state evacuate. I danni ammontano giò a decine di milioni di euro. Vigili del fuoco e Protezione civile, anche ieri, sono rimasti al lavoro per tutta la giornata cercando di portare in salvo quante più persone possibile con gli elicotteri.
Ora si spera in un graduale ritorno alla normalità, soprattutto nelle zone in cui l’acqua ha allagato i primi piani delle abitazioni. In provincia di Pisa si cerca di ripristinare gli argini distrutti da diverse esondazioni del fiume Serchio.
La Protezione civile continua a monitorare il livello dei corsi d’acqua. Tuttora inagibile il tratto dell’A11 compreso tra l’allacciamento con la A12 Genova-Livorno e Pisa. Nel pomeriggio di ieri, nuova emergenza sulla A12: tra Viareggio e Pisa l’autostrada è stata chiusa per il cedimento del piano stradale.
Nelle zone più colpite il problema è spalare il fango e liberare gli argini dei fiumi. In Liguria si è risolta l’eccezionale piena del fiume Magra, alle porte delle Cinque Terre, che ha rovinato le feste agli abitanti di Ameglia. Le esondazioni del Magra avevano costretto la Protezione civile a evacuare più di mille persone, molte delle quali hanno trascorso la notte di Natale in un padiglione della Fiera di Marina di Carrara. Sempre in Liguria resterà chiusa al traffico per almeno dieci giorni la statale Aurelia.
Sulla sede stradale, tra Bordighera e Ospedaletti (Imperia), è caduto un grande masso e risulta a rischio frana un’intera parete rocciosa. Centinaia di metri quadri di pietra potrebbero venire giù. Il Ponente ligure è tagliato in due anche per un altro crollo nel savonese, sempre sull’Aurelia. Nella sola zona di La Spezia sono quasi cinquanta le frane, per fortuna senza feriti o vittime, ma quattro strade provinciali restano chiuse. E numerose frazioni del tutto isolate.
In Toscana circa 2.000 persone sono bloccate nelle loro abitazioni invase dall’acqua. Quasi tutte nella zona di Prato, dove è esondato il torrente Calice. Interrotti anche i collegamenti con la Versilia e il Brennero.
A Sonico in provincia di Brescia è deragliato un treno delle Ferrovie Nord, per una frana sui binari. Nessuna conseguenza per i passeggeri: erano pochissimi. Ma la linea ferroviaria Brescia-Edolo è tuttora chiusa. Resta alto il rischio frane in Emilia Romagna, Friuli, Veneto e Lombardia. Mentre su tutto l’arco alpino il pericolo è rappresentato dalle valanghe.
Le numerose nevicate dei giorni scorsi e il brusco rialzo delle temperature di ieri (anche di 15 gradi), aumentano il rischio slavine. Come quella caduta ieri sulla statale 301 del passo Foscagno che ha isolato Livigno. Record acqua alta a Venezia: il livello ha raggiunto i 145 centimetri. Disagi soprattutto sull’isola di Burano, dove tutti i primi piani delle abitazioni sono sott’acqua.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.



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