Minori stranieri i più sfruttati Ecco i numeri dell’emergenza

Luigi Menichilli
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MIGRANTI. Save the Children pubblica il suo primo rapporto annuale sul fenomeno. Dal 2004 i bambini arrivati in Italia sono raddoppiati. I più a rischio, quelli non accompagnati. La Ong: «Conoscere la situazione per intervenire».

 
Il fenomeno dell’immigrazione minorile in Italia è in costante aumento ». È quanto emerge dal primo rapporto annuale su “I minori in Italia” realizzato da Save the children. L’Ong ha cercato di «sistematizzare il fenomeno», dopo cinque anni di lavoro sul fronte dell’assistenza e della salvaguardia dei giovani stranieri immigrati nel nostro Paese. «Questo rapporto è molto importante perché permette di comprendere meglio il problema per poter poi realizzare interventi più efficaci ». A parlare è Valerio Neri, direttore generale di Save the children Italia, che sottolinea come sulla questione ci sia una «vasta confusione: è indispensabile distinguere tra le varie realtà in cui vivono i minori», spiega Valerio Neri.
 
«Ci sono quelli residenti in Italia, nati nel nostro Paese o che hanno raggiunto i propri genitori grazie al ricongiungimento famigliare - continua il direttore di Save the Children - e altri che noi definiamo non accompagnati, perché arrivati da soli. È su questi ultimi - continua Neri - che si concentrano la maggior parte dei nostri sforzi, in quanto si tratta di quelli più esposti al rischio di sfruttamento e violenze ». Dal 1 gennaio 2004 alla stessa data dell’anno in corso, secondo dati suscettibili di errore, il numero di minori residenti in Italia regolari e irregolari è notevolmente cresciuto, in pratica si è più che raddoppiato, passando da 412.432 a 862.452.
 
A questi vanno poi aggiunti i minori non accompagnati, segnalati dai pubblici uffici, dagli enti sanitari e da quelli di assistenza, che raggiungono la considerevole cifra di 6.587 unità (anche questi dati non possono considerarsi completi, data la difficoltà nel raggiungere tutti i minori presenti sul territorio nazionale). Di questi ben il 77 per cento (5.091) sono sprovvisti di documenti di identità. Provengono da 77 Paesi diversi, con una netta preponderanza del continente africano: i più numerosi arrivano dal Marocco (15%), seguiti da Egitto (14%), Albania e Afghanistan (11%).
 
Quasi sempre si tratta di bambini ed adolescenti che devono affrontare lunghi e faticosi viaggi. Ma soprattutto di minori che una volta arrivati a destinazione, non hanno sempre le idee chiare. Nella loro testa, più che un vero e proprio “progetto migratorio”, c’è la voglia di fuggire, soprattutto quando provengono da Paesi in cui c’è la guerra. Nel 2008 il 95 per cento di loro è sbarcato in Sicilia, mentre Ancona e Venezia sono le porte d’accesso per quelli provenienti dall’Afghanistan. Gorizia è invece lo snodo principale per i minori dell’Est, in particolare delle ragazze da avviare al mercato della prostituzione.
 
Una volta in Italia, se intercettati, questi ragazzi vengono accolti nelle comunità di accoglienza ma sono molti quelli che, dopo un breve periodo di permanenza, decidono di fuggire facendo perdere le proprie tracce. Tra maggio 2008 e febbraio 2009 su un totale di 1.860 minori sono stati 1.119 quelli che hanno scelto di scappare. A condurre i minori a rifiutare l’accoglienza spesso è la necessità di guadagnare denaro: in alcuni casi, come rilevato da Save the Children, questo avviene in particolare per gli egiziani. Anche perché le famiglie di questi ragazzi si sono indebitati con i trafficanti di esseri umani, rischiando così delle ritorsioni. È cosi anche i ragazzini, sentendosi in dovere verso la propria famiglia, accettano qualsiasi tipo lavoro diventando facili prede degli sfruttatori. Proprio la condizione dalla quale è fondamentale sottrarli.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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