Tragedia annunciata

Vincenzo Mulè
09359pfh.jpg

DISSESTO. Bertolaso ha annunciato lo stato di calamità e la nomina dell’ennesimo commissario per gli interventi. Per il presidente della Provincia di Lucca: «Servono 40 milioni di euro». Il geologo: «Troppa fiducia nelle opere idrauliche»

La nomina dell’ennesimo commissario. Dovrebbe essere questa la conseguenza politica dell’alluvione causata dal fiume Serchio che ha colpito parte della Toscana il giorno di Natale.
 
Lo ha annunciato Guido Bertolaso in persona. Il direttore della Protezione civile ha concluso la riunione di ieri a Lucca con i sindaci delle località più colpite, annunciando per il prossimo Consiglio dei ministri un’ordinanza che decreti lo stato di calamità consentendo così la nomina in Toscana di un commissario per il coordinamento degli interventi. Le conseguenze dell’incuria del territorio, invece, sono tredici frazioni isolate e una vasta area punteggiata da 132 frane in strade provinciali e comunali.
 
Festività rovinate per 53 famiglie, costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Secondo quanto riferito dal presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, «per rimarginare queste ferite occorrono almeno 40 milioni di euro». Ricostruzione di argini, bonifica delle frane, ripristino della viabilità e della rete idrica sono gli interventi prioritari da fare. E l’emergenza non è finita. «Abbiamo poco tempo. La falla sul fronte pisano del Serchio deve essere chiusa il più presto possibile, prima che arrivino le forti piogge previste tra il 30 dicembre e il primo gennaio».
 
Lo ha detto il segretario dell’Autorità di bacino del Serchio, Raffaello Nardi, che ieri mattina ha effettuato un sopralluogo in elicottero con Bertolaso, sull’area pisana alluvionata e il lago Massaciuccoli. La falla nell’argine del Serchio in località Nodica ha un fronte di circa 170 metri. «Se continua a piovere rischiamo l’esondazione del lago che allagherebbe zone abitate e industriali». Una situazione che non sorprende Riccardo Caniparoli, geologo ed esperto di dissesto idrogeologico: «Quello che stiamo vivendo è il risultato di una follia, frutto della smodata e immotivata fiducia che nel passato la nostra classe politica ha affidato all’ingegneria idraulica.
 
Una disciplina le cui logiche vanno inevitabilmente in tilt per la presenza di un elemento non previsto nel modello eleborato. Come si può avere - continua Caniparoli - la pretesa di prevedere gli eventi naturali?». A sostegno della propria tesi, il geologo cita proprio il caso del Serchio, un fiume con un alveo sospeso: «Come può pensare di tenere sotto controllo un corso d’acqua con un letto più altro del piano campagna?». Sempre ieri, poi, l’assessore provinciale alla protezione civile, Walter Picchi ha rivelato come il piano dell’autorità di bacino del Serchio, che prevede tra l’altro il rafforzamento degli argini del fiume «è pronto da 4 anni ma il governo non l’ha mai finanziato. Abbiamo pronti da tempo i progetti di rafforzamento degli argini - ha detto Picchi - perché sappiamo che ci sono punti critici nel Serchio, come la zona sotto il ponte di Filettole e quella di Migliarino, ma non c’è un soldo per realizzarli. In quattro anni non è stato dato un euro per il piano dell’autorità di bacino e noi facciamo quello che possiamo e cioè l’ordinaria manutenzione delle zone golenali e degli argini».
 
Intanto, i comuni di Viareggio, Camaiore e Massarosa, di concerto con la Provincia di Lucca, stanno preparando i piani di evacuazione in previsione dell’ondata di maltempo che dovrebbe avere il proprio culmine tra mercoledì e giovedì prossimo. L’iniziativa è stata decisa dopo la notizia che Pisa non riuscirà a riparare l’argine del Serchio a Nodica prima di dieci giorni. E all’orizzonte, sempre in Toscana, svetta un’altra emergenza: la costa della Versilia. È ancora Caniparoli che lancia l’allarme su «un progetto folle che prevede la realizzazione di un porto turistico presso Marina di Carrara».
 
Bocciato dal tavolo tecnico nominato dal ministero dell’Ambiente, il progetto verrà riproposto dai comuni di Massa e Carrara il 30 dicembre nel corso di due consigli comunali congiunti. Tra l’altro i lavori sono cominciati lo scorso novembre e hanno già dato i primi frutti, facendo in modo che la prima mareggiata si portasse via 30 metri di spiaggia.  

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31