Alla spina, sana ed economica
ACQUA. Il riutilizzo dei vuoti azzera l’impatto ambientale dei consumi. L’esempio di Marano, premiato dalla Ue.
Più sana, più economica, più ecosostenibile. Sono queste le motivazioni che spingono centinaia di famiglie ad acquistare e consumare, ogni giorno, l’acqua alla spina in vendita presso la Farmacia Palermo di Marano (NA). “Acqua Sana”, questo il nome commerciale, è trattata da un impianto ad altissima tecnologia prodotto e ceduto in franchising dalla Idroclean di Bitonto (Bari) che, tramite un processo di osmosi inversa abbinata alla microfiltrazione composita e all’esposizione alle lampade a raggi ultravioletti, riesce ad ottenere, dalla comune acqua di rubinetto, un prodotto con elevati standard qualitativi ed estremamente gradevole al palato.
Si tratta di «un’acqua adatta a tutta la famiglia – spiega l’ingegner Gennaro Sommella, promotore del progetto “Acquaviva” - ed anche per i neonati perché è sana, pura, ha una composizione salina e minerale simile a quelle normalmente prescritte nella prima infanzia». Ma “Acqua Sana” ha delle caratteristiche che la rendono particolarmente appetibile anche rispetto ai colossi industriali concorrenti: i costi risultano estremamente competitivi, con esborso medio al litro di quindici centesimi, a fronte dei venticinque necessari ad acquistare un litro di acqua minerale in bottiglia.
Ma la motivazione che ha spinto i più ad aderire al progetto “Acquaviva” è l’azzeramento dell’impatto che il consumo di acqua minerale ha sull’ambiente: il riutilizzo dei contenitori di plastica o vetro riduce drasticamente il numero dei vuoti a perdere. Secondo le stime dell’Associazione Watchdog, in quindici mesi le famiglie di Marano hanno alleggerito la loro impronta ambientale dal peso ingombrante di 160mila vuoti, dando un notevole contributo alla riduzione dei rifiuti. L’iniziativa ha ottenuto il plauso dell’Unione Europea nell’ambito della Settimana per la Riduzione dei Rifiuti, rimanendo però una mosca bianca in un contesto territoriale che, pur se gravemente provato dai terribili mesi dell’emergenza rifiuti, non ha capitalizzato l’occasione offerta dagli organi comunitari, per attuare altre iniziative degne di nota nell’ambito dei consumi ecosostenibili.
L’impianto di Marano ad oggi risulta l’unico presente in tutta la regione Campania a fronte degli 8 impianti presenti nella sola provincia di Milano. Come si può incentivare questo tipo di politiche commerciali che, oltre ad assicurare un guadagno a chi le esercita, portano un giovamento economico e sociale anche ai consumatori? Innanzitutto è necessario attuare un strategia volta, da un lato ad una maggiore educazione della popolazione al consumo sostenibile. In quest’ottica è sicuramente da sottolineare la bella iniziativa del liceo Mercalli di Napoli dove, per un’intera settimana, il corpo docenti ha sensibilizzato gli studenti al consumo dell’acqua del rubinetto. Dall’altro lato è auspicabile che sia a livello centrale che di amministrazioni locali, vengano attuate delle politiche fiscali che disincentivino l’acquisto di prodotti altamente inquinanti e favoriscano, invece, quelli ecosostenibili.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






