Bonelli, sciopero della fame. «La tv parli d'ambiente»
Un sistema mediatico univoco, senza contraddittorio, asservito ai politici e ai partiti, detta l’agenda dell’opinione pubblica sempre nella stessa direzione, distogliendo i cittadini anche da temi di vitale importanza. Come ad esempio quelli ambientali, che nel nostro Paese vengono trattati con sufficienza, fino alla totale derubricazione. Troppo sconveniente quando ci sono elezioni in vista parlare di nucleare in tv, poco proficuo per le lobby economiche sottolineare quante persone muoiono a causa dell’inquinamento. Insieme a questi temi, sta sparendo dalla tv anche l’ecologismo dei Verdi. Oggi alle 11, il presidente Angelo Bonelli dà inizio a uno sciopero della fame a oltranza per denunciare l’espulsione delle questioni ambientali dai palinsesti.
L'informazione a senso unico non è certo una novità nel nostro Paese. Oggi, su questo fronte, prende il via una significativa protesta da parte dei Verdi. Di cosa si tratta e quali sono le ragioni?
Ho deciso di iniziare questa mattina uno sciopero della fame davanti al centro Rai di Viale Mazzini, perché non ne possiamo più di assistere all’ “omicidio in diretta” dei temi ecologisti, che nel Paese sono stati espulsi dal sistema di comunicazione radio-televisiva, con la conseguente espulsione anche dei Verdi. è una situazione che lede il diritto dei cittadini di essere informati su questioni a loro vicine, e noi ci prendiamo la responsabilità di farlo presente, attraverso lo strumento di protesta dello sciopero. è una decisione presa come estrema ratio, che avremmo preferito evitare, ma è indispensabile richiamare l’attenzione delle alte cariche istituzionali e dell’opinione pubblica su questo punto di non ritorno.
Su quali temi in particolare assistiamo ad una non corretta informazione da parte dei media?
In questo particolare momento, in Italia si sta vivendo una delle più gravi emergenze ambientali e sanitarie di sempre, paragonabile a un vero e proprio bollettino di guerra. Mi riferisco allo smog e alla mortalità che ha raggiunto livelli inaccettabili nelle nostre città. Secondo autorevoli studi scientifici nazionali e internazionali, muoiono 20 persone ogni giorno a causa dell’inquinamento da smog, per i danni provocati da PM10, CO3, ossido di carbonio. Enti locali e governo non fanno nulla per migliorare questa vera tragedia quotidiana e l’informazione non informa. I cittadini, se fossero informati di ciò, potrebbero direzionare e condizionare i politici per prendere misure urgenti. Delle 7.400 le persone che muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento, con bambini e anziani tra i più esposti, nessuno parla nei talk show che tutti conosciamo, di ogni orientamento e rete televisiva. Da "Porta a porta" a "Ballarò", da "Matrix" ad "Annozero", solo silenzio.
Trattamento simile a quello riservato all’attualissimo tema del nucleare, incubo che presto il Paese rivivrà. Anche se non si sa ancora esattamente dove e come.
Il governo sta riportando l’Italia su questa via scellerata, calpestando una volontà popolare espressa attraverso referendum. L’informazione unilaterale e senza contraddittorio è complice dell’esecutivo, che si rifiuta di fare i nomi dei siti delle località individuate per le centrali, violentando la democrazia e il decreto che impone loro di comunicarli entro il 16 febbraio. Proprio poco prima delle elezioni regionali.
Un altro esempio che forse può darci l’idea del caso Italia sul piano ambientale, è il modo in cui vengono date le notizie sui cambiamenti climatici.
Nei primi giorni di dicembre si è svolto a Copenaghen il Cop15, summit Onu di grande importanza per la lotta ai cambiamenti climatici. In quel frangente si dovevano prendere decisioni fondamentali per il bene dell’umanità e per la qualità della vita di tutti gli abitanti del pianeta. Ebbene, anche in questo caso, non c’è stato alcun talk show, tra quelli noti appena citati, che abbia parlato di questa questione e di quello che accadeva a Copenaghen. Nel frattempo, in tutto il mondo, dalla Cnn, alla Bbc, ai principali canali francesi, andavano in onda aggiornamenti e approfondimenti a rotazione su un tema che riguarda il nostro presente e il futuro delle generazioni che verranno. Di fronte a questa grave e cronica situazione, noi Verdi riteniamo inaccettabile quella che è una vera e propria violenza che gli italiani non possono continuare a subire oltre. Per questo oggi inizio questo sciopero, che sarà continuato nei prossimi giorni da altri esponenti Verdi di tutte le regioni italiane. Come ho scritto anche al presidente della Repubblica, chiediamo che in questo Paese il tema ambiente ci sia. Perché, finora, non c’è mai stato.







