L’ecoauto che si sente Ferrari

Emanuele Bompan

USA. Senza carburante si può: il motore della Model S, ultima creazione Tesla, va solo a batteria, la sua durata può arrivare fino a 500 km con una singola ricarica. E raggiunge i 230 km orari. È boom di veicoli elettrici anche grazie agli incentivi statali.

Duecentotrenta chilometri l’ora, 14mila giri al minuto, da zero a 100 chilometri l’ora in 3,7 secondi. Non è la nuova Ferrari ma la Model Sport 2009, il veicolo elettrico super sportivo della casa automobilistica Tesla di San Carlos, California. I modelli della Tesla hanno attirato l’attenzione del Department of Energy americano che lo scorso venerdì ha assegnato 464milioni di dollari di fondi alla compagnia californiana. Questi finanziamenti serviranno a costruire una linea di produzione per la Model S nel sud della California e un impianto a Palo Alto per assemblare batterie, motori elettrici ed altri componenti per veicoli elettrici da impiegare in Tesla e in altre aziende di auto elettriche. Secondo il segretario all’Energia Steven Chu tale progetto «contribuirà alla creazione di 1.600 nuovi posti di lavoro ». Tesla motors è un esempio di quanto la green economy sia riuscita a reggere alla crisi.
 
Nata nel 2003 a San Carlos in California, ha visto il suo organico espandersi esponenzialmente ed ora punta a portare l’auto elettrica nel mercato di massa. Recentemente si è celebrato “solo” il millesimo veicolo prodotto del primo modello Roadster, esposto pochi giorni fa al Salone dell’Auto di Detroit. A partire dal 2012 la produzione inizierà a pieno regime, sfornando oltre 20mila veicoli all’anno. Il prezzo rimane proibitivo: 77mila euro. Il motore del Model S, che non impiega carburante e quindi non ha alcuna emissione, impiegherà una batteria che avrà una durata variabile tra i 280 e i 500 chilometri con una singola ricarica. Il finanziamento del Department of Energy non è un caso isolato però. Già in settembre Steven Chu aveva firmato un prestito da 5,9 milioni di dollari con Ford Motor, oltre che una serie di committenze con Nissan North America e Fisker Automotive per produrre auto elettriche plug-in ibride (sia elettriche che a carburante) impiegando l’impianto di GM a Wilmintgton, Delaware, chiuso lo scorso giugno.
 
Operazioni che dovrebbero generare oltre 7.000 posti di lavoro, tra linee di produzione ed indotto. Si calcola che il Dipartimento potrebbe finanziare oltre 25 miliadi per le compagnie che produrranno veicoli a basso consumo. General Motors ha in cantiere la Volt. 60 chilometri di autonomia con un motore a scoppio che funziona sia con benzina che con bioetanolo, che genera a sua volta elettricità per aumentare l’autonomia totale. Chi percorre 100 chilometri al giorno potrebbe risparmiare anche 2.000 litri di benzina all’anno. Interessante invece la scelta del primo veicolo all-electric di Ford. A breve infatti uscirà il Transit Connect, un van per il trasporto locale con un autonomia di 160 km. Insomma la tesi del vecchio documentario “Chi ha ucciso l’auto elettrica” è da rivedere: l’auto elettrica è più viva che mai. Il suo più grande sostenitore al Gore, sorride sornione, osservando il boom verde che dilaga in Usa.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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