La tela di Alfano

Susanna Marietti (Antigone)

GIUSTIZIA. Di giorno si annuncia in Parlamento la richiesta dello stato di emergenza sulle carceri, di notte si continuano ad arrestare a ritmi ormai incontrollati. È di oltre 800 unità al mese il tasso di crescita della popolazione detenuta

Povero ministro Alfano, invischiato come sempre nella tela di Penelope governativa. Di notte si disfa quel che di giorno si tesse. Di giorno si annuncia in Parlamento la richiesta dello stato di emergenza sulle carceri, di notte si continuano ad arrestare a ritmi ormai incontrollati. È di oltre 800 unità al mese il tasso di crescita della popolazione detenuta. Facciamo due conti, che a Palazzo Chigi sanno ben fare: un carcere da 200 posti costa circa 20 milioni.
 
Il governo ne ha stanziati 500 per l’edilizia carceraria, dunque si possono costruire 25 istituti da 200 posti, aumentando la capienza delle carceri italiane di 5.000 unità. Se le nuove carceri fossero pronte per domani mattina, durerebbero fino a circa la metà di luglio. Poi si tornerebbe alla situazione odierna - già molto oltre la tollerabilità - e Alfano chiederebbe un nuovo stato di emergenza. Il governo lo sa bene, ma è bugiardo.
 
Come abbiamo proposto ieri insieme ad Arci e Vic Caritas di fronte a parlamentari di varie forze politiche, con 500 milioni si potrebbero finanziare 10mila progetti di recupero sociale, con una finalità socialmente più utile e raddoppiando gli effetti di decongestione. Il solo modo per intervenire in maniera duratura sulle carceri è quello di rivedere le cause stesse degli attuali tassi di carcerazione. Il governo lo sa, ma è bugiardo. E nello stesso giorno in cui parla di stato di emergenza, ammucchia in carcere altre persone, a Rosarno, per non aver ottemperato all’ordine di allontanamento.
 
Come  loro, altre 13mila persone circa l’anno entrano in galera senza aver commesso reato. Il nostro piano, più o meno ripreso nelle mozioni discusse alla Camera, prevede più misure alternative, la revisione delle leggi carcerogene su droga, immigrazione e recidiva, la diminuzione dell’uso della custodia cautelare in carcere, l’assunzione di 1.000 educatori e 1.000 assistenti sociali, l’introduzione della messa alla prova per gli adulti, del difensore civico nazionale delle persone private della libertà, del reato di tortura.
 
Provvedimenti accessibili perfino nel panorama politico attuale. Senza bisogno di uno stato di emergenza, buono solamente a secretare le procedure degli appalti per l’edilizia carceraria. Ricordiamoci che sotto la reggenza Castelli arrivarono avvisi di garanzia in proposito e una società fantasma - la Dike Aedifica - attirò l’attenzione della Corte dei Conti. E ricordiamoci che la prima Tangentopoli d’Italia è stata quella delle carceri d’oro.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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