Le carceri della vergogna

Susan Dabbous

FRANCIA. La nazione si conferma di nuovo al primo posto in Europa per numero di suicidi negli istituti detentivi: 115 lo scorso anno e 12 solo nel primo mese del 2010. Il governo lancia un piano per rendere le «prigioni più umane».

Rendere le «prigioni più umane», questa la missione del ministro della Giustizia francese Michele Alliot-Marie, anziana conservatrice dell’Ump, fidatissima del presidente Nicolas Sarkozy. Una missione per cui la guardasigilli ha voluto a capo un ex detenuto, decisamente noto alla stampa, come Pierre Botton, un uomo d’affari che negli anni Novanta fu condannato due volte per aver finanziato illegalmente la campagna elettorale di suo suocero, l’ex sindaco gollista di Lione, Michel Noir.
 
Botton, 54 anni, scontò 20 mesi di prigione in 7 carceri diversi. Nel 1992, mentre si trovava dentro l’istituto detentivo di Nanterre, vicino Parigi, tentò di suicidarsi. «Quel giorno - ha raccontato l’uomo durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo incarico insieme al ministro della Giustizia - una guardia si accorse che qualcosa non andava, aprì la porta della mia cella andando contro il regolamento e mi salvò la vita». Botton, una volta uscito di prigione, ha fondato l’associazione Prison du coeur (prigione del cuore) che si occupa di assistenza e riabilitazione dei detenuti e ora si è detto pronto a rientrare nell’istituto detentivo di Nantarre, dove si trovano molti ragazzi della banlieue parigina, nella nuova veste di capomissione per rendere le prigioni luoghi più vivibili.
 
L’impresa è tutt’altro che semplice: la Francia nel 2009 si è confermata di nuovo al primo posto in Europa per numero di suicidi in carcere con un tasso del 20 per cento su 10mila detenuti. Sono stati 115 i reclusi che lo scorso anno hanno posto fine ai propri giorni, ma la cifra arriva a 122 se si contano anche le persone in permesso d’uscita temporaneo e quelle dotate di bracciale elettronico. I dati emergono dall’ultimo rapporto dell’Istituto nazionale di studi demografici.
 
Il periodo di maggior rischio si conferma quello che intercorre tra il primo e il secondo mese di reclusione, soprattutto nei soggetti che vengono arrestati per la prima volta. Il trend, poi, è in drammatico aumento. Nel 2008, infatti, i suicidi sono stati 109, mentre solo nel primo mese del 2010 se ne contano già 12. Sovraffollamento (oltre 66mila persone per 50mila posti), degrado, e aumento delle recidive sono i maggiori problemi che il ministro della Giustizia vuole affrontare, dopo aver appurato la debolezza delle misure adottate lo scorso agosto.
 
In seguito all’allarme lanciato dall’Osservatorio internazionale sulle prigioni, all’86esimo suicido, Michèle Alliot-Marie ha decretato la distribuzione di “kit antisuicidio”, costituiti da tende e pigiami di carta, un modo per impedire l’impiccagione attraverso questi mezzi. La misura è stata accompagnata da una bufera di polemiche. Nel Paese, infatti, serviva una riforma strutturale. A dimostrarlo anche la condanna, nel 2008, da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per trattamento inumano e degradante nei confronti dei detenuti reclusi nelle carceri del Paese.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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