Le energie rinnovabili in Veneto
AMBIENTE. Approvata la legge voluta da Verdi e Federazione della sinistra che semplifica le procedure per gli impianti.
Finalmente il Consiglio regionale del Veneto ha approvato unanimemente nuove disposizioni in materia di autorizzazioni ed incentivi per impianti solari termici e fotovoltaici. La legge, approvata dopo un lungo iter amministrativo, era stata voluta con forza dai consiglieri regionali della Federazione della sinistra Nicolò Atalmi e Pietrangelo Pettenò e dal verde Gianfranco Bettin.
La legge ha una valenza positiva in quanto permette una sburocratizzazione delle procedure richieste per realizzare un nuovo impianto a energia rinnovabile. Inoltre, l’impianto normativo prevede che nel caso di impianti termici o fotovoltaici appoggiati o ben inseriti negli edifici la funzione di informazione verso il Comune possa essere svolta con una semplice comunicazione al posto della costosa Dichiarazione di inizio attività. Infatti la Dia per gli impianti di piccole dimensioni senza rilevante impatto sul paesaggio, rappresentava una pura formalità, ma arrivava ad aumentare il costo totale dell’impianto anche di mille euro, comprendendo anche il compenso per il tecnico che doveva redigerla e presentarla al comune.
Questa tipologia di impianti, se non viene ubicata all’interno di aree protette, è esente pure dalla valutazione di impatto ambientale. Inoltre la legge istituisce un fondo di rotazione di due milioni di euro per sostenere privati, onlus e enti pubblici nella realizzazione di impianti solari termici e fotovoltaici. Per Atalmi e Pettenò «l’abbattimento dei costi e la concessione di incentivi, renderà più reale e accessibile il passaggio alle energie rinnovabili, verso un futuro più sostenibile».
«Nonostante la normativa nazionale abbia già introdotto elementi di grande semplificazione, si tratta comunque di un segnale forte ed opportuno - commenta Michele Bertucco presidente di Legambiente Veneto -. Questa norma fa onore al Consiglio regionale, ma non possiamo non notare che in tema di energia la giunta abbia remato spesso controcorrente rispetto alle istituzioni nazionali e internazionali: le boutades sul nucleare ne sono un chiaro esempio». Commenti positivi anche dal Vas Veneto che tuttavia sottolinea ancora una volta come «questa legislatura regionale non sia riuscita ad approvare nei tempi previsti il piano energetico regionale e pertanto pianificare finalmente e definitivamente la risorsa energia nel nostro territorio».
E mentre lo spettro del nucleare continua ad aleggiare nel Veneto e in merito gli stessi consiglieri regionali Atalmi, Pettenò e Bettin hanno presentato un emendamento alla finanziaria regionale per precludere la possibilità di costruire impianti per la produzione di energia elettrica nucleare nel Veneto, sempre Legambiente evidenzia come il Veneto sia cresciuto nel settore delle rinnovabili e in particolar modo dei pannelli solari domestici, diventando la terza regione per installazioni dopo la Lombardia e a breve distanza dall’Emilia-Romagna.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






