Massachusetts, voto cruciale per Obama e le sue riforme

Emanuele Bompan
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STATI UNITI. Quello per la sostituzione del senatore Kennedy sembrava un appuntamento elettorale senza particolari insidie. Si è invece trasformato in un test per il futuro della sanità, del clima e della regolamentazione dei mercati finanziari.

Si sono tenute ieri in Massachusetts (5 del mattino di oggi, ora italiana) le elezioni speciali per sostituire il posto vacante del defunto senatore democratico Ted Kennedy. Una corsa che fino a 5 giorni fa sembrava scontata, con la vittoria quasi annunciata della democratica Martha Coakley, con ben 18 punti di distacco dal contendente repubblicano Scott Brown. Eppure una campagna astuta e ben impostata ha sconvolto ogni proiezione sorprendendo tutti. Nel momento in cui Terra va in stampa l’esito della gara rimane incerto, fermo su una posizione di parità. Vediamo però quali scenari si possono prospettare.
 
La cosa più importante in caso di una sconfitta democratica sarà capire quali sacrifici il partito dovrà fare per tenere sul piatto le riforme dell’amministrazione Obama. Non solo in merito a salute e clima, ma anche quella sulla regolamentazione dei mercati finanziari e quella sull’immigrazione. Per il famoso e seguitissimo blog politico.com ci sono poche speranze che queste riforme possano sopravvivere. Per altri commentatori, invece, tra cui la speaker della Camera Nancy Pelosi, «una sconfitta non significa necessariamente la fine della riforma della sanità Usa. Anche se non è ancora chiaro quale strategia il Democratic party adotterà, comunque, in un modo o nell’altro, avremo le leggi», ha dichiarato da San Francisco.
 
Potrebbe anche capitare di assistere a un altro Ohio, con macchine elettorali truccate in una situazione di parità quasi netta, conteggi e riconteggi e dibattiti televisivi incendiari. Sono state molte le associazioni no-profit che hanno denunciato possibili brogli, data l’incertezza del risultato e gli immensi interessi economici collegati a questa elezione. Dal punto della legge sull’ambiente, un solo voto nella piccola Fitchburg, Massachusetts, potrebbe avere conseguenze globali anche di lungo termine. Infatti un blocco del passaggio della legge sul clima entro quest’anno potrebbe avere un effetto negativo diretto sui negoziati internazionali post Copenaghen.
 
I democratici, presi dal nervosismo, iniziano già a puntare le dita l’uno contro l’altro. Obama, secondo gli strateghi del partito, doveva fare di più. Il capo dello staff della Casa Bianca, Rahm Emanuel, ha dato la colpa agli spin doctor per la riduzione del vantaggio della Coakley, accusandoli di essere stati troppo sicuri del risultato e incapaci di contrattaccare colpo su colpo la campagna da “uomo della strada” di Brown. La Coakley ha presenziato a solo19 eventi pubblici, contro i 66 di Brown, che ha ricevuto oltre 130 milioni di dollari di supporto da lobby e privati. Non resta che sperare che Obama abbia portato quella manciata di voti necessari per la vittoria. «Chi sarà ad aiutarvi contro Wall street? A chi andrà il vostro voto vincente», ha chiesto lunedì ad un comizio. Sperando che Martha sia la risposta.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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