Milano chiude per smog. Domenica stop alle auto

Susan Dabbous

INQUINAMENTO. Al 17esimo giorno consecutivo di sforamento dei limiti la città prende un giorno d’aria.

 
Respiriamo. Senza pensarci, senza riflettere ma soprattutto senza proteggerci. Di Mal’aria si può morire, e forse non è solo per evitare salate sanzioni che Milano ha deciso il blocco totale del traffico la prossima domenica. Al diciassettesimo giorno consecutivo di sforamento dei limiti europei che fissano a 50 microgrammi il livello di polveri sottili ammissibile, l’amministrazione lombarda regala ai suoi cittadini una giornata libera dallo smog. Gennaio si conferma un mese terribile per i nostri polmoni ed in particolare per quelli dei milanesi: quest’anno sono state in totale 21 le giornate in cui si sono sforati i valori di pm10.
 
Per questo al vertice antismog che si è tenuto ieri mattina tra il sindaco Letizia Moratti, il presidente della Regione Roberto Formigoni e l’assessore provinciale ai Trasporti Giovanni De Nicola, si è deciso il blocco totale del traffico nella giornata di domenica 31 gennaio in cui potranno circolare a Milano soltanto le auto a basso impatto (gpl, metano, elettriche); previste deroghe per alcune categorie. «Abbiamo anche deciso - ha spiegato Letizia Moratti che, nel caso in cui per 20 giorni consecutivi si superi il livello consentito di Pm10, vengano a decadere le deroghe per gli Euro4 diesel senza filtri antiparticolato ».
 
Quelle eccezioni, in verità, a detta degli ambientalisti non dovrebbero proprio esistere in quanto riducono drasticamente l’efficacia della tassa ecologica che avrebbe dovuto disincentivare l’uso dell’auto private. «Una domenica senz’auto non fa male a nessuno», ha commentato Andrea Poggio, vice direttore nazionale di Legambiente che giudica insufficiente la decisione. Ecco cosa si sarebbe dovuto fare, a suo avviso, nell’immediato: «Eliminare la deroga al pagamento dell’Ecopass sui diesel Euro4, dare il via libera ai piani di corsie riservate per i mezzi pubblici e mettere in atto un piano sulla ciclabilità».
 
Ma la Moratti difende a spada tratta l’ecotassa introdotta nel 2007: «In questi anni - ha detto - il pm10 è diminuito complessivamente a Milano del 17 per cento rispetto alla media dei sei anni precedenti. I giorni in cui si è superata la soglia limite sono diminuiti del 25 per cento e il valore medio annuo del pm10 è passato da 53 a 45». Sulla stessa linea anche Formigoni che, commentando i dati preoccupanti della qualità dell’aria di Milano, ha spiegato in lumbard: «Non siamo baluba, non siamo affatto la maglia nera d’Italia e d’Europa rispetto all’inquinamento».
 
Sarà, ma oltre a dimenticare l’uso della lingua italiana il candidato per la terza volta alla Regione Lombardia dimentica anche che «oltre 7.400 cittadini muoiono a causa dello smog», come ha ricordato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. Una vera e propria piaga che a Milano spicca alla luce dei dati ospedalieri. Negli ultimi due anni infatti sono state oltre 53mila le presenze nei pronto soccorso della città per l’effetto causato dallo smog su cuore, bronchi e polmoni. Per chiedere di più all’amministrazione locali la rete Genitori Antismog si è data appuntamento sabato mattina alle 10:30 in piazza Scala a Milano.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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