Nel Nordest la spesa solidale si fa in gruppo

Elisa Andreoli (Terra a Nordest)
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ATTUALITA'. I gruppi di acquisto solidale nascono nel 1994. Applicano il principio di equità e solidarietà. Scelgono i propri fornitori in zona e con loro instaurano un rapporto diretto

I gruppi di acquisto solidale sono un fenomeno relativamente recente nato nel 1994 a Fidenza e in breve diffusosi in tutta Italia. Sconosciuti ai più fino a poco tempo fa e considerati espressione di un mercato molto di nicchia, sono velocemente cresciuti come numero di iscritti, diffusione nel territorio e importanza degli acquisiti. Oggi le trasmissioni televisive parlano spesso di gruppi di acquisto solidale come alternativa all’ipermercato per gli acquisti delle famiglie, parlano di filiera corta, di chilometro zero, di farmer’s market, di agricoltura biologica.
 
Molti di questi criteri, ma non solo questi, fanno parte del naturale bagaglio di priorità che un aderente ai GAS ha nell’effettuare i propri acquisti. I GAS infatti applicano il principio di equità e solidarietà nei propri acquisti, concetto che si estende ai membri del GAS, ai produttori e ai loro lavoratori, al rispetto dell’ambiente e ai popoli del Sud del mondo. Scelgono i propri fornitori e con loro instaurano un rapporto diretto di conoscenza reciproca. Scelgono di acquistare le merci da produttori della zona per non inquinare inutilmente.
 
Scelgono di comprare i prodotti di stagione e di sostenere i piccoli produttori capovolgendo la logica della grande distribuzione organizzata che vorrebbe sottomessi, prodotti e produttori, ad un astratto e innaturale standard di “mercato”. Scelgono un prezzo di acquisto che convenga al consumatore ma che consenta al produttore di vivere con i prodotti del proprio lavoro. Scelgono spesso di acquistare prodotti biologici per rispettare la terra e la natura e per non portarsi nel piatto anche pericolosi residui chimici. Insomma, scelgono, cosa che il consumatore oggi non fa più perché compra condizionato dalla pubblicità e dall’estetica della confezione senza fermarsi a pensare e senza rendersi conto di essere un ingranaggio che esegue ciò altri hanno deciso per lui.
 
La molla ispiratrice per chi decide di scegliere un modo diverso di fare la spesa è quindi una profonda critica verso le attuali regole del consumo e punta a creare mentalità e comportamenti di consumo responsabili perché un consumatore consapevole può avere un ruolo attivo nel cambiamento dei modi di produrre. Una conferma della crescente importanza di queste forme di organizzazione dei consumatori si è avuta a livello nazionale con la Legge finanziaria 2008 in cui, per la prima volta, il legislatore si è interessato di queste realtà fornendo la definizione dei GAS e chiarendone, senza possibilità di equivoci, il regime fiscale. In particolare è stato chiarito come l’attività istituzionale dei GAS non sia commerciale ai fini dell’applicazione dell’Iva e delle imposte sul reddito chiudendo la strada ad eventuali interpretazioni penalizzanti da parte degli uffici tributari locali.
 
E' molto recente inoltre l’istituzione da parte della Regione Veneto dell’albo regionale dei GAS, con la possibilità per i gruppi iscritti di richiedere un contributo finanziario per sostenere le iniziative di formazione ed informazione sui temi dell’acquisto equo e solidale, sui prodotti e sulle produzioni alimentari tradizionali e di qualità. Per quanto riguarda il nordest, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, i numeri parlano chiaro e sono in continua crescita. Il Veneto in particolare si caratterizza per avere una realtà più sviluppata rispetto alle altre regioni.
 
Secondo l’elenco dei GAS della rete nazionale (www.retegas.org) nel Veneto sono 50 i gruppi iscritti, distribuiti in tutte le province. Il Trentino conta 13 GAS suddivisi tra le province di Bolzano e Trento, mentre 6 sono quelli del Friuli Venezia Giulia (Pordenone, Gorizia, Udine e Trieste). Ma i numeri ufficiali sono certamente in difetto in quanto molte di queste realtà si caratterizzano per essere piccoli gruppi a visibilità molto ridotta. La sfida che attende ora i gruppi di acquisto solidali è quella di riuscire a gestire un sempre maggior numero di aderenti mantenendo al contempo le caratteristiche di partecipazione condivisa delle scelte e dei valori fondanti.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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