Protezione civile, l’affaire della privatizzazione
DENUNCIA. Dopo l’uscita del libro-inchiesta del giornalista di Left Manuele Bonaccorsi è un coro di critiche al disegno di legge. I sindacati, Cgil e Rdb: «Sarà un business miliardario». Bonelli dei Verdi: «Un problema per la democrazia».
Il primo appuntamento per il No Bertolaso Day, sarà sabato, a L’Aquila, in un convegno indetto dai comitati dei terremotati, contro la trasformazione della Protezione civile in una società per azioni. Come prevede un decreto legge già in vigore, che nei prossimi giorni sarà discusso in Parlamento per l’approvazione definitiva. Per pubblicizzare l’iniziativa i ragazzi del 3e32 e di Epicentro solidale hanno riempito la città di manifesti: «198 euro un giubbino della Protezione civile; 35 euro un buono pasto per chi lavora al dipartimento, contro i 5 euro a pasto per i vigili del fuoco». Evento che ha suscitato l’immediata reazione del capo della protezione civile Guido Bertolaso, abituato ad accettare le provocazioni: «Non abbiamo nulla da nascondere - ha detto il sottosegretario - nulla da temere, ben vengano queste critiche, tanto sono i risultati che contano ».
Certo, qualche domanda più precisa gli aquilani - come i napoletani, i messinesi e i tanti altri che hanno avuto a che fare con le mille emergenze annunciate del Paese - vorrebbero rivolgerla all’uomo delle catastrofi. Il quale su Repubblica, l’altro ieri, smentiva ogni accusa su un’eccessiva spesa della Protezione civile, avanzata dal giornalista di Left Manuele Bonaccorsi nel suo libro Potere assoluto, la protezione civile ai tempi di Bertolaso: «Sciocchezze, il nostro bilancio è di circa un miliardo l’anno». Se Bertolaso non avesse nulla da nascondere potrebbe anche rendere pubblici i dati sull’emergenza rifiuti campana e quelli dei cantieri della Maddalena, coperti dal segreto di Stato. E pubblicare, magari, un bel contro dossier, per farci sapere, per ogni ordinanza (elenco molto lungo, sono oltre 600 dal 2001), quanti soldi pubblici sono stati spesi senza rispettare regolamenti ambientali, urbanistici e il codice degli appalti pubblici.
Prima che la Protezione civile deleghi tutto alla sua Spa. La quale potrà gestire «progettazione, scelta del contraente, direzione lavori, l’acquisitura di forniture e servizi ». E domani, magari, costrui re grandi opere malvolute dalla popolazione o centrali nucleari. Se necessario con l’intervento dell’esercito, come accaduto per l’emergenza rifiuti di Napoli. Il tutto in deroga all’intero ordinamento giuridico italiano, grazie ai poteri speciali delle ordinanze di Protezione civile. Qualcosa, però sembra scricchiolare. Contro la Spa pende il duro atto d’accusa dei sindacati. Cgil e Rdb, il sindacato di base molto rappresentativo tra i vigili del fuoco, secondo cui la Protezione civile Spa rappresenta «un business miliardiario e una concezione sbagliata della difesa del territorio». Anche parte del volontariato è con loro - oltre un milione di cittadini nel Paese - che comincia a interrogarsi se la Protezione civile di Bertolaso si sia o meno trasformata in altro, rispetto agli obiettivi originari.
Dure critiche anche da esponenti dell’opposizione. «La Protezione civile di Bertolaso è divenuta un problema per la democrazia, per la legalità costituzionale. A pagarne i costi sono i cittadini. Basti pensare all’inceneritore di Acerra, che viola sistematicamente i limiti delle emissioni di polveri sottili, avvelenando un’intera città», ha affermato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. «L’accentramento personalistico e la privatizzazione produce una progressiva e costante mortificazione degli operatori della Protezione civile, ma anche di vigili del fuoco, volontari, lavoratori e collaboratori, ed esalta al contempo i vizi del sistema, rendendoli insindacabili», ha denunciato Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori, durante la presentazione del libro di Manuele Bonaccorsi.
«Come il testo spiega egregiamente - ha proseguito Orlando - Bertolaso si comporta ormai come sovrano assoluto e gestore unico di eventi di ogni tipo, dalle calamità naturali ai meeting religiosi e ai viaggi pastorali dei pontefici. Tutto ciò senza nessuno controllo di spese e appalti». Il portavoce dell’Italia dei Valori, infine, ha annunciato un atto ispettivo, a partire dal libro, insieme a Sergio Piffari dell’Idv. «Bertolaso dica pubblicamente a quanto ammontano le spese della Protezione civile, e smentisca, se può, i dati pubblicati in questi giorni dai giornali», ha aggiunto Orazio Licandro dei Comunisti italiani. Intanto i senatori del Pd Bianco, Adamo, Bastico, Ceccanti, De Sena, Incostante, Marino, Sanna e Vitali del Pd hanno presentato una «proposta alternativa di parere », che boccia la Protezione civile Spa, ritenuta, incostituzionale e contraria alla legislazione vigente.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







