Sindaci assassini
L'iquinamento costa, annualmente, in Italia circa 4,5 miliardi di euro. E, prendendo in considerazione solo le 8 maggiori città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, e Palermo), il controvalore delle giornate lavorative perse (pari a 2.800.000) è di 2 miliardi di euro all’anno per cause attribuibili all’inquinamento atmosferico e, soprattutto, alla concentrazione di pm10 (polveri sottili). Mentre i costi sanitari pesano per circa 2,5-3 miliardi di euro l’anno sul Sistema sanitario nazionale.
È questo l’allarme economico e sociale lanciato dai Verdi che, con Mario Tozzi e il senatore del Pd Roberto Della Seta, hanno presentato ieri un dossier dal titolo “Le polveri assassine”, sui costi sanitari, sociali e sulla mortalità da inquinamento. Secondo il dossier «l’Italia è tra i Paesi europei in cui si registra, in media, la maggior percentuale di popolazione urbana esposta a concentrazioni di inquinanti: oltre il 90% di polveri sottili e più del 50% di biossido di azoto che portano a oltre 6.000 ricoveri per problemi cardiovascolari e circa 65mila casi di bronchite acuta e attacchi di asma concentrati in modo particolare tra i giovani».
Il traffico veicolare, si legge nel dossier, è l’imputato principale: dai dati del Censis si riscontra che, per esempio, i milanesi passano nella propria auto o su un mezzo pubblico 5,3 anni della propria vita, i bolognesi 5,9 anni, i romani 6,9 anni e i napoletani 7,2 anni. I Verdi hanno deciso poi di denunciare il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e quello di Milano, Letizia Moratti per i mancati provvedimenti sullo smog nella Capitale e nel capoluogo lombardo, insieme a tutti gli amministratori locali che continueranno a essere inattivi nei confronti dell’emergenza smog. è quanto ha annunciato il presidente dei verdi Angelo Bonelli, che è al terzo giorno di sciopero della fame per denunciare l’oscuramento delle grandi questioni ambientali e climatiche dai palinsesti televisivi. «Al procuratore Toro, capo della Procura ambientale - ha spiegato Bonelli - presenteremo un esposto nei confronti del Comune di Roma». La stessa cosa accadrà anche per tutte le altre città italiane dove si sono verificati sforamenti dei limiti delle polveri sottili e dove gli amministrazioni locali non prendono alcuna misura a tutela della salute dei cittadini.
Secondo i Verdi, in particolare a Roma, nel 2009 ci sono stati 419 sforamenti delle pm10 (polveri sottili) rilevati dalle centraline. Nel 2010 a gennaio non ancora ultimato gli sforamenti sarebbero già 11, mentre il limite per la salute umana fissato dalla direttiva Ue è di 35 giorni di superamenti in un anno.
Sempre a proposito della Capitale, riferisce Bonelli, «c’è un fatto grave alla base dell’esposto: il Comune di Roma, oltre a non adottare misure per affrontare l’emergenza smog non rende più noti i dati sulla qualità dell’aria, dati, che secondo una direttiva Ue il Comune è obbligato a pubblicare. Ci troviamo di fronte a un omicidio plurimo colposo - conclude il leader ecologista - si tratta di una strage di vite pari a oltre 7.000 morti all’anno».
Ma cosa fare per combattere lo smog? Secondo gli ambientalisti basterebbe destinare gli 8 miliardi stanziati dal governo per la costruzione di un’opera a forte impatto ambientale come il Ponte sullo Stretto in opere per la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico. Con quella cifra sarebbe possibile rivoluzionare il traffico nelle città: con il Ponte sullo Stretto in meno avremmo 90 chilometri di metropolitana o 621 chilometri di rete tranviaria, o anche 3.273 tram e 23mila autobus ecologici in più. Con un grande vantaggio per la salute e la qualità della vita dei cittadini.






