Un laboratorio innovativo

Beppe Caccia (Terra a Nordest)

ELEZIONI. Sulla carta, l’esito delle elezioni regionali di marzo in Veneto appare del tutto scontato. Pdl e Lega, solidi alleati, sono in competizione per aggiudicarsi il primato elettorale intorno a percentuali del 30 per cento ciascuno. A meno che, dalle parti del centrosinistra, non si fosse in grado di mettere in campo qualche buona, ed innovativa, idea.

Sulla carta, l’esito delle elezioni regionali di marzo in Veneto appare del tutto scontato. Con buona pace di chi non vedeva l’ora di “salvare il soldato Galan” (e con lui il sistema affaristico, spesso bipartisan, legato alla realizzazione di “grandi opere” e alla gestione della sanità veneta), il Governatore uscente nasce e muore, politicamente parlando, come dipendente di Publitalia, servile esecutore degli ordini che arrivano da Arcore. Pronto ad essere risarcito, accetta la spartizione romana che assegna alla Lega la candidatura di tutto il Centrodestra alla presidenza della Regione.
 
Bossi, a sua volta, conferisce l’investitura al volto più presentabile: Luca Zaia, già presidente della Provincia di Treviso, ultima professione conosciuta “pi.erre” per le discoteche della (un tempo) Zoiosa Marca, personaggio che un giorno fa esercizio di “moderazione” e il giorno successivo annuncia che la sua politica da Governatore sarà all’insegna del “prima i veneti”. Traducendo così in salsa peverada il vecchio odioso slogan di Le Pen: “Prima i francesi”. Ma, ad oggi, Pdl e Lega, solidi alleati, sono in competizione per aggiudicarsi il primato elettorale intorno a percentuali del trenta per cento ciascuno. Sulla carta, appunto, sembrerebbe non esserci storia.
 
A meno che, dalle parti del centrosinistra, non si fosse in grado di mettere in campo qualche buona, ed innovativa, idea. Innanzitutto col definire un discorso politico nuovo, in grado di lavorare dentro le enormi contraddizioni accumulate dalle destre, aziendaliste o leghiste che siano, nei confronti della propria composizione sociale di riferimento e dei temi agitati, raccogliendo ampio consenso, in questi anni. Costruire proposte credibili che parlino al lavoro diffuso, precario e autonomo, delle micro imprese e delle partite Iva, le cui istanze di autonomia, produttiva e sociale, sono state conculcate anche dalle politiche dell’attuale governo nazionale.
 
Assumere su di sé una battaglia autentica per l’autogoverno dei territori, a difesa di quelle autonomie locali, vessate e strangolate dalla “Nuova Casta” che si è insediata a Roma. Allargare su questa base la coalizione, oltre i recinti tradizionalmente minoritari del centrosinistra. E farlo a partire dalla individuazione di candidature non “politiciste” che possano significativamente incarnare questo spirito nuovo. Se questa sarà la strada scelta dal centrosinistra, la costruzione della lista Idea, di cui parliamo in queste pagine, non potrà che essere il valore aggiunto, dai mondi dell’ambientalismo e dell’associazionismo, della cooperazione e dell’economia solidale, all’impossibile sfida per fare del Veneto un vero laboratorio politico dell’innovazione. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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