Un'idea per il Veneto
«È la prima volta in Italia che un gruppo politico non dice “dateci il vostro voto e poi faremo delle cose belle”: le cose belle noi le stiamo già facendo». L’icastica definizione di Jacopo Fo dà la misura della novità di Idea. Ovvero Italia Democratica Etica Ambientalista, sigla che racchiude un arcipelago di esperienze e persone che da decenni si impegnano per un’alternativa migliore: dall’ambiente, alla finanza etica, alla sostenibilità. Insomma niente facce da cartellone, niente casta autoreferenziale, quei politici che al massimo puoi sperare che non rubino troppo, che non distruggano troppo, per citare ancora Fo.
Idea per il Veneto, incontro tra movimento ecologista e reti etiche solidali, si presenta con le facce di Fabio Salviato, presidente di Banca Etica e tra i fondatori del Movimento Etico Solidale, e di Gianfranco Bettin, consigliere regionale e presidente dei Verdi veneti. Mercoledì sera, a Padova, il battesimo della nuova lista, che correrà alle prossime regionali ma punta anche a un futuro respiro nazionale. «Per la prima volta l’umanità è chiamata a rispondere ad una crisi sistemica» esordisce Salviato.
«Cosa possiamo fare come cittadini socialmente responsabili? Possiamo già oggi essere soggetti del cambiamento. Se i 3 milioni di bandiere della pace fossero 3 milioni di pannelli fotovoltaici, produrrebbero l’energia di 4 centrali nucleari». Un’Idea che guarda lontano, e ha ben presente il drammatico degrado ambientale del pianeta, testimoniato da Alfredo Giacon, scrittore e viaggiatore sulla sua casa-barca dotata di pannelli fotovoltaici. Ma che ha anche le radici ben piantate nel territorio, nella miriade di esperienze di base. «Un tema, quello dell’autonomia delle popolazioni sul territorio, che nel Veneto non possiamo lasciar delineare solo alla leghista» ammonisce Bettin.
I temi forti della nuova Idea sono quelli della pace, della difesa dei beni comuni, della solidarietà e sostenibilità, a partire dal no al nucleare. «Perché c’è questa forte opposizione alla diffusione delle energie rinnovabili? Perché hanno intrinseco un aspetto di democrazia» evidenzia Francesco Miazzi, consigliere a Monselice e promotore delle reti dei comitati ambientalisti. In sala uno spaccato di quella società civile che ha urgenza di riportare la politica a occuparsi delle cose concrete. Intervengono Jacopo Fo, l’architetto Sergio Los, Cinzia Bottene del Presidio permanente No Dal Molin, Valter Bonan del Comitato bellunese acqua bene comune, il professor Angelo Gino Levis che spiega l’escalation delle patologie tumorali legata alle varie forme di inquinamento. Temi a caccia di uno spazio nell’agenda della politica.






