Vaccino anti malaria. Corsa contro il tempo
EPIDEMIE. Dopo la sperimentazione in sette nazioni africane, entro il 2012 potrebbe entrare in commercio un nuovo efficace antidoto. Il “morso” della zanzara Anophele costa ogni anno all’intero continente un punto percentuale di Pil.
un nuovo farmaco utilizzabile come vaccino contro la malaria è stato ufficialmente ammesso alla terza e ultima fase di sperimentazione che sarà attuata in undici luoghi diversi di sette nazioni africane. Se il medicinale passerà tutti i test potrebbe essere immesso sul mercato già nel 2012. La notizia, un po’ snobbata dai grandi centri d’informazione, significa un progresso enorme nella lotta contro questo terribile virus che, debellato in Europa a metà del Novecento, in molte aree povere del pianeta è ancora endemico. Terza priorità del sesto Obiettivo di sviluppo del millennio, la malaria uccide circa un milione di persone ogni anno, in gran parte bambini sotto i cinque anni. L’Africa intera perde annualmente circa l’uno per cento del prodotto interno lordo a causa della malattia e in alcune regioni lo sviluppo stesso del territorio è compromesso dalla presenza delle zanzare che portano con sé il virus.
Secondo una specialista dell’Unicef, Valentina Buj, sconfiggere la malaria avrà un grande effetto socioeconomico sul continente. «Se hai un bambino ammalato di malaria, devi spendere tempo per prendertene cura, devi usare le risorse familiari per comprare le medicine, per fare prevenzione». La malattia può tenere i bambini lontani da scuola per settimane, impattando negativamente sulla loro formazione e, collettivamente, sul progresso di una nazione. «Ovviamente, se è un adulto a contrarre la malaria, questo significa perdita di giorni di lavoro, non solo per lui ma anche per chi se ne prende cura». I ricercatori che hanno lavorato al vaccino, chiamato Rts-S, hanno annunciato che il prodotto sarà il primo del suo genere a entrare nella terza fase di sperimentazione, quella che precede la messa sul mercato. I risultati ottenuti fino a ora indicano che il farmaco previene le crisi ed evita la morte dei pazienti con una percentuale di successo pari al 50 per cento.
Il fatto che la malaria sia tutt’oggi una delle malattie più mortali del pianeta è un fatto legato più alla mancanza di seri investimenti che alla difficoltà di sconfiggere il virus. Il corrispondente di Voice of America, Nico Colombant, per tre volte sopravvissuto alla malattia, punta il dito contro il sistema di gestione della ricerca medica, partendo dall’assunto che le aziende farmaceutiche sono multinazionali dedite al profitto. «La malaria è chiaramente una malattia che affligge i Paesi più poveri, quindi non c’è alcun incentivo per le aziende farmaceutiche a sviluppare un farmaco che sia efficace, dato che il margine di profitto è piuttosto basso». La ricerca legata allo sviluppo dello Rts-S è un’eccezione perché la maggior parte dei fondi stanziati viene da donatori internazionali e organizzazioni no profit. Tuttavia l’immunizzazione non è la soluzione finale ma solo una parte dello sforzo per eliminare la malattia.
La diffusione del virus è un problema complesso e va affrontato con un gran numero di misure coordinate tra loro. Prima di tutto è importantissima la diffusione di zanzariere, poiché l’insetto portatore del virus è attivo solo di notte e non è difficile tenerlo lontano dalle persone. Quindi serve una maggiore disponibilità di farmaci curativi che possano alleviare gli effetti della malattia. D’altra parte queste misure hanno un costo proibitivo per le famiglie povere delle regioni poco sviluppate e non possono in alcun caso essere considerate risolutive. In alcune zone del pianeta si è riusciti a evitare la diffusione della zanzara, limitando con recinti gli spostamenti dei grandi mammiferi che la trasportano in giro per il territorio. Una ricerca molto particolare ha cercato di abbattere il tasso di riproduzione degli insetti, allevando una gran quantità di maschi sterili da liberare in natura, poiché è provato che la zanzara femmina, portatrice della malattia, si lascia fecondare solo una volta.
Purtroppo l’insieme di questi metodi manca di un sistema preventivo realmente alla portata di tutti. E anche il farmaco Rts-S rischia di diventare una soluzione solo per i più ricchi. Vasee Moorthy, ufficiale medico dell’Organizzazione mondiale della sanità, sostiene che il successo del vaccino nel prossimo futuro dipenderà dal suo costo. «Non vi sarà copertura significativa dei Paesi dove la malaria è endemica se i genitori di un bambino devono dare un contributo significativo al costo del vaccino». Purtroppo dove si vive con un dollaro al giorno, tanto che anche una zanzariera è un oggetto di lusso che molte famiglie non possono permettersi di acquistare, la popolazione non potrà rappresentare un mercato sostenibile per le aziende farmaceutiche e, senza l’intervento di cospicue donazioni, anche la messa a punto di un vaccino efficace avrà scarso impatto sulla diffusione della malattia.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







