Voto nucleare, no grazie!

Simonetta Lombardo

REGIONALI. Continua la lotteria nucleare: dove sorgeranno le prossime quattro centrali nazionali? Le nomination, tra una indiscrezione e l'altra, sono già state fatte uscire a più riprese. Interessano almeno sette regioni. Ma siamo solo all'osso delle supposizioni. Un annuncio del governo ha chiarito che i siti saranno svelati solo dopo le elezioni

In tempo di Befana ed estrazioni della lotteria, è bene ricordare che c’è in Italia un gioco a premi - si fa per dire, si tratta di qualcosa ben peggiore del carbone per i bambini cattivi - che nessuno vuole vincere. È la lotteria nucleare: dove sorgeranno le prossime quattro centrali nazionali?
 
Le nomination, tra una indiscrezione e l’altra, il Grande Fratello le ha già fatte uscire a più riprese. Interessano almeno sette Regioni: il Lazio con Montalto e Borgo Sabotino; la Campania con Garigliano, il Piemonte con Trino Vercellese, l’Emilia Romagna con Caorso e poi la Sardegna  con Oristano, la Sicilia  con Palma e il Friuli con Monfalcone. E siamo solo all’osso delle supposizioni sulla localizzazione delle centrali, perché nel toto-siti è ampiamente entrata anche la Puglia, senza poi neanche sfiorare il tema delle scorie nucleari.
 
Quindi in quattro delle aree più gettonate si vota a marzo: si tratta della metà delle otto regioni in cui si andrà al voto fra meno di tre mesi. Ma i cittadini non potranno decidere anche su questo, mettendo la scheda nell’urna. Un annuncio del governo ha chiarito che i siti saranno svelati solo dopo le elezioni, tra l’altro smentendo anche i tempi del decreto Scajola che prevede la definizione entro febbraio.
 
Non ci pare che si possa decidere per chi votare senza che su questo punto ci sia - stavolta sì - un “contratto con gli italiani”. Chi abita a Roma può dare una preferenza elettorale prescindendo dal fatto che la sua città verrà presa o meno in una morsa atomica? Oggi come oggi, il Pdl non imposterà mai nelle Regioni la sua campagna elettorale sullo slogan “nucleare sì grazie, nel mio giardino”. E, nonostante la propensione filoatomica del suo leader e famiglia, neanche l’Udc di Casini e Caltagirone potrà farlo a cuor leggero.
 
Ci manca di sapere che faranno - solo per fare i nomi sostanzialmente certi - Polverini nel Lazio, Cosentino o Caldoro in Campania, Cota in Piemonte e tutti gli altri, a scanso di equivoci, di depositi di scorie e di cambiamenti in corsa. In Puglia e Campania il centrosinistra ha parlato chiaro e forte con le norme contro le centrali e i siti di stoccaggio. Nelle altre regioni, dove era al governo, il centrosinistra è entrato nel ricorso alla Corte costituzionale. Ma è ora che il nucleare diventi battaglia politica di punta e anche motivo di alleanze elettorali. Se le forze politiche nicchiano, tocca a noi cittadini evitare l’imbroglio: chi darà via libera al nucleare lo dica oggi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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