Accusato senatore Pdl
POLEMICHE. Le parole di Beppe Pisanu («oggi è peggio di Tangentopoli») agitano la politica. Intanto la Dda di Roma chiede l’arresto per il parlamentare Nicola Di Girolamo e Silvio Scaglia, ex ad Fastweb. Contestata l’associazione per delinquere.
Un fantasma si aggira per il nostro Paese. Un fantasma che in molti speravano sparito per sempre. Invece, lo spettro della corruzione è tornato. Ad agitare il sonno di molti. Ieri, dale colonne del Corriere della Sera, Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione antimafia, ha lanciato l’allarme: «è peggio di tangentopoli. Allora crollò il sistema del finanziamento dei partiti. Oggi è la stessa unità nazionale a essere in discussione, al punto da venire apertamente negata, anche da forze di governo. Si chiude l’orizzonte dell’interesse generale e si aprono le cateratte dell’interesse privato, dell’arricchimento personale, della corruzione dilagante».
A chi si riferiva? Il mistero è durato poco: in mattinata l’ex ministro dell’Interno ha aggiunto: «Le mafie si confondono sempre più con la società civile e c’è chi lavora per questa integrazione. Ci sono avvocati, commercialisti, notai, banchieri, politici, amministratori locali, pubblici funzionari attraverso i quali passano fiumi di denaro che il crimine organizzato riversa nel Paese. Senza di loro l’operazione non funzionerebbe ed è proprio lì che bisogna concentrare l’attenzione. Quelli sono i varchi attraverso i quali il denaro sporco viene ripulito. L’inasprimento delle pene per il reato di corruzione privata potrebbe dare un contributo enorme al contrasto di comportamenti inammissibili».
Nelle stesse ore Luca di Montezemolo, inaugurando a Roma la nuova School of Government della Luiss, ha accusato la politica di essere la prima responsabile della mancata lotta alla corruzione per «non avere introdotto riforme adeguate per far funzionare bene la macchina dello Stato». «Ha ragione Pisanu: oggi è peggio del periodo di Tangentopoli», attacca il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: «Se davvero il governo vuole dare un segnale forte contro la corruzione e l’illegalità ritiri immediatamente il ddl sulle intercettazioni che non farebbe altro che legare le mani ai magistrati e alle forze dell’ordine».
Violazione della legge elettorale con l’aggravante «mafiosa». È con questa accusa che il procuratore della Dda di Roma Giancarlo Capaldo ha chiesto l’arresto del senatore Nicola di Girolamo, Pdl. Nell’ambito della stessa inchiesta, risulta ricercato Silvio Scaglia, fondatore ed ex amministratore delegato di Fastweb. L’ex Ad attualmente si trova all’estero da dove fa sapere di essere pronto a concordare un interrogatorio e si è dichiarato estraneo a «qualunque addebito». La magistratura romana ha emesso in tutto 56 ordinanze di custodia cautelare. Fastweb, in una nota, si è dichiarata estranea nonchè parte lesa.
Secondo Giancarlo Capaldo, magistrato incaricato dell’inchiesta, Fastweb e Telecom Italia Sparkle (filiale di Telecom Italia) avrebbero fatturato, attraverso un complicato gioco di bilanci, cifre importanti per un totale di 1,8 miliardi di euro in servizi telefonici e on-line mai effettuati al servizio di società estere compiacenti frodando il fisco per ben 365 milioni di euro. L’accusa, per tutti, sarebbe associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio ed al reimpiego di ingentissimi capitali illecitamente acquisiti. Alcuni indagati sono stati raggiunti da un provvedimento restrittivo in Usa, Inghilterra e Lussemburgo.
Diversa la pozione di Di Girolamo: nei suoi confronti la magistratura ha chiesto l’autorizzazione all’arresto per violazione della normativa elettorale con l’aggravante mafiosa. Per la sua elezione nella circoscrizione Estero-Europa, la Dda di Roma ha accertato che Di Girolamo era supportato da esponenti della ‘ndrangheta che si era attivata per la raccolta di voti tra gli emigrati calabresi in Germania. Dagli accertamenti è emerso che a sostenere la sua candidatura è stato anche Gennaro Mokbel, già legato ad ambienti della destra eversiva. Dalle indagini si è scoperto che si sono tenute alcune riunioni ad Isola di Capo Rizzuto, con esponenti della ‘ndrangheta alle quali, oltre a Di Girolamo e Mokbel, avrebbero partecipato esponenti della cosca Arena.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







