Ambiente, l’allarme dei medici

Francesco Iacotucci (Terra Campania)
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DENUNCIA. In un convegno a Napoli i dati sui costi sanitari dell’inquinamento e del malgoverno del territorio.

Un bambino su 500 si ammala di neoplasia, tra il 1998 e il 2002 i casi di cancro sono aumentati del 3,2% l’anno, specie in prossimità delle discariche, ci sono tracce di diossina nel latte materno. Sono stati mille all’anno gli interventi di mastectomia eseguiti negli ospedali della regione. E l’allarme inquinamento finisce per avere riflessi anche sul piano delle frequenze a scuola, già basse in una regione capofila della disaffezione scolastica: le assenze dei bambini a scuola coincidono con i picchi di smog segnalati dalle centraline dell’Arpac. Questi i risultati presentati all’ordine dei medici il 15 febbraio dai medici in Campania in difesa della salute. Potrebbero sembrare dati allarmistici, ma non sono solo i medici campani a preoccuparsi, da tempo anche i medici americani tengono sotto controllo le zone adiacenti alle loro basi in Campania, ed anche loro sono arrivati a risultati poco incoraggianti a partire dall’acqua potabile dove in alcuni casi sono stati trovati solventi, diossina, metalli pesanti ed arsenico che arrivava anche a valori 180 volte superiori al limite considerato dannoso dall’Epa (l’Ente di protezione ambientale degli Stati Uniti).
 
Sul rischio di tumori lo studio americano (Cancer Epidemiological Study - sept 2009 - Navy and Marine Corps Public Health Center) tranquillizza i militari dicendo: «State tranquilli: il tempo che trascorrete qui (due anni) rende improbabile che voi accumuliate una esposizione alle sostanze chimiche che aumentano il rischio di cancro». I militari americani possono stare tranquilli, ma per chi in quelle zone ci vive da sempre non sembra ci sia da stare tranquilli. Più che normale chiedersi a questo punto cosa sia stato fatto in questi anni dalla politica, che avrebbe dovuto fare di più sul tema ambientale, inteso come bonifiche, controllo e riduzione dell’inquinamento, identificazione di scarichi abusivi, lotta ai roghi illegali.
 
E invece si continua a scambiare la politica ambientale per la politica del sacchetto, anzi per la magia di chi fa scomparire meglio i sacchetti, non importa dove. Che ci sia qualcosa che non va nella politica campana riguardo al tema ambientale è scontato, ma certo è particolare che a confessarlo sia stato (anche se tardivamente) chi ha ricoperto il pesante ruolo di assessore all’ambiente della regione Campania, Walter Ganapini, ex presidente di Greenpeace e membro della sezione Ambiente in Europa, che non senza difficoltà dichiara allo stesso convegno: «Sono stato messo in condizione di non poter operare, In questi due anni mi è toccato giocare in difesa e in interdizione».
 
Insomma, pur opponendosi al piano governativo di 5 inceneritori e svariate discariche, Ganapini non è riuscito a mettere in atto un piano che invertisse il passo. Secondo Ganapini «occorre un potentissimo ridisegno della macchina della Regione. C’è una situazione indescrivibile», ma che d’altra parte ammette amaramente che «nulla è accaduto in Campania che si possa chiamare bonifica di un’area contaminata». La conclusione è di quelle che lasciano senza parole: «Non possiamo rassegnarci. Sono venuto per rendere onore a voi (medici, ndr). Da ambientalista, in futuro, sono disponibile ad andare avanti nella battaglia. Perché il popolo campano non merita tutto questo».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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