Bonelli, tre settimane di digiuno. Ordinati accertamenti sanitari
LA PROTESTA. Al 22esimo giorno di sciopero della fame, il medico chiede una visita approfondita in una struttura ospedaliera. Il sostegno di Legambiente e Wwf al leader dei Verdi: «I temi ambientali sono stati cancellati dei palinsesti radiotelevisivi».
Sono ormai ventidue i giorni di sciopero della fame per il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che ha dato il via alla forma di protesta il 28 gennaio per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla totale assenza delle tematiche ambientali dai palinsesti radiotelevisivi italiani. Quasi un mese di digiuno e, nella giornata di ieri, per il leader ecologista sono stati richiesti accertamenti medici in una struttura ospedaliera. Durante uno dei controlli sono stati infatti riscontrati valori alterati di pressione arteriosa, di ritmo e frequenza cardiaca, dolori renali e uno stato di disidratazione, con dimagrimento di otto chilogrammi.
Antonio Abate, il medico che sta seguendo Bonelli in questi giorni senza cibo, ha quindi prescritto una visita medica approfondita per maggiori indagini sulle sue preoccupanti condizioni di salute. La battaglia del presidente dei Verdi ha trovato nel frattempo la piena solidarietà di personaggi televisivi, giornalisti, divulgatori scientifici, ambientalisti, colleghi italiani e membri dell’European green party. E in queste ore, giunge man forte anche da parte delle associazioni ambientaliste.
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, condivide in pieno le ragioni della protesta, sottolineando come dal mese di gennaio siano completamente spariti dal sistema radiotelevisivo i temi ambientali e con essi intere trasmissioni, non solo in tv, ma anche sulle onde radiofoniche, ad esempio il magazine domenicale di Radio Uno Habitat, che garantiva copertura su certi problemi legati ad ambiente e agricoltura. «Ci appelliamo al presidente della Commissione di vigilanza Rai, Sergio Zavoli, perché in un anno così cruciale, con appuntamenti importanti, da Copenaghen a Città del Messico, sia data la dovuta attenzione a questioni come i cambiamenti climatici. Ai cittadini italiani - continua Cogliari Dezza -, manca una corretta informazione sull’ambiente: non è sufficiente limitarsi ai fatti di cronaca. Non si può parlare di ambiente solo in occasione di frane, incidenti industriali e domeniche a piedi. Bisogna entrare in una logica d’interdipendenza mondiale ed uscire fuori dal solito provincialismo».
Della stessa opinione il presidente di Wwf Italia, Stefano Leoni, che denuncia: «Esiste un netto taglio nella programmazione televisiva e una scarsissima attenzione dei media ai temi ambientali. Questo dato ci preoccupa, perché in realtà l’ambiente è quanto mai centrale e attuale, come dimostrano gli ultimi drammatici accadimenti nel Sud Italia. è inaccettabile che all’attenzione dell’opinione pubblica arrivino certi messaggi sul Piano casa, mentre poco o nulla si comunica sul dissesto idrogeologico. è tempo che la politica prenda coraggio. Da una parte, noi del Wwf ci auguriamo che la protesta di Bonelli riesca a convincere i vertici a rivedere la programmazione televisiva, e dall’altra che il presidente dei Verdi si rimetta presto».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






