Calabria, è ancora allarme rosso. Solo ora sbloccati i fondi del 2009
FRANE. Ieri sopralluogo del capo della protezione civile nelle zone colpite da smottamenti. A Maierato alcune famiglie potranno tornare nelle proprie case. Ma è previsto ancora maltempo. «Si è costruito su piedi d’argilla», accusa Bertolaso.
Una due giorni fitta per Guido Bertolaso in Calabria. Sopralluoghi, incontri con le autorità regionali, confronti con le popolazioni delle varie province colpite dal dissesto idrogeologico. Maierato, il piccolo paese in provincia di Vibo, dove una settimana fa una frana di enormi proporzioni ha fatto scattare l’allarme rosso, imponendo l’evacuazione, è solo la punta dell’iceberg. La Calabria, al di là di ogni tentazione di catastrofismo, sta cadendo a pezzi. Le colline si sciolgono, i costoni di montagna sembrano biscotti al miele. «Non c’è un solo minuto da perdere», ha detto il capo della protezione civile, rassicurando sull’impegno che sarà profuso. La geografia dell’emergenza è vasta e allarmante e il viaggio di Bertolaso sul territorio regionale conferma la gravità del momento. Prima tappa la provincia di Cosenza. Rogliano, caratteristico centro montano, è stato colpito da diverse frane.
Gli smottamenti hanno interessato soprattutto la zona vicina al fiume Savuto. La valle che prende il nome da corso d’acqua è in grave pericolo. Situazione analoga a San Benedetto Ullano e Corigliano Calabro: sotto particolare osservazione i fiumi Crati e Tacina, apparsi pericolosamente ingrossati dalla piogge che sono tornate ad abbattersi sulla zona. E non si può dimenticare Cavallerizzo di Cerseto, scenario un anno fa di un pauroso smottamento che ha messo a rischio l’intera frazione del piccolo comune del Cosentino. Quella di Cavallerizzo resta ancora un’emergenza. Successivamente trasferta in provincia di Catanzaro: il sottosegretario ha raggiunto il piccolo centro di Janò, dove settanta famiglie sono state costrette a lasciare le loro case, perché giudicate non agibili, dopo aver accertato l’instabilità del terreno.
«La colpa di quello che è accaduto non è della pioggia ma del fatto che sono state realizzate costruzioni su zone franose. In pratica, si è costruito su piedi d’argilla», ha detto Bertolaso, che ieri pomeriggio ha poi effettuato un sopralluogo a Maierato. Qui l’allarme rosso permane e resta improbabile il rientro nelle loro case di tutti gli sfollati. Peraltro un altro movimento franoso si è verificato due giorni fa, inducendo alla massima prudenza. «A Maierato - ha spiegato ancora il capo della protezione civile - si è verificato un evento rarissimo, la liquefazione dell’argilla», determinata dal passaggio dell’acqua nel terreno che ha scavato come un tunnel. In realtà si era immaginato già da ieri un iniziale ritorno alla normalità, ma gli eventi successivi e la verifica da parte dei tre tecnici lasciati sul posto dalla protezione civile hanno decisamente sconsigliato di autorizzare i primi rientri.
Solo oggi un primo gruppo di famiglie rientrerà nelle loro case. In ogni caso, è corretto pensare che solo a settimana inoltrata potrebbero registrarsi novità positive e definitive. Ieri sera Bertolaso ha raggiunto la sede regionale della protezione civile a Catanzaro. Qui ha fatto il punto definitivo della situazione. Il quadro che è emerso non è stato dei più incoraggianti, tuttavia le condizioni per un progressivo ritorno alla normalità, tanto da avere dichiarato che nella giornata di oggi i primi rientri saranno certezza, ci sono. Saranno, comunque, necessari interventi urgenti e continui, per garantire la stabilità del territorio. Torna utile lo sblocco dei fondi previsti per gli eventi alluvionali del gennaio 2009. Bloccati per problemi burocratici, quei soldi adesso potranno essere utilizzati per lavori da eseguire immediatamente.
L’apertura di cantieri di lavoro nei punti maggiormente colpiti dal fenomeno del dissesto potrebbe rappresentare una prima certezza per i residenti. C’è l’intenzione di correre ai ripari per quanto possibile. Il riconoscimento dello stato di calamità per la Calabria ne è una prima conferma. Purtroppo le notizie climatiche non sono granché buone. La Calabria sarà ancora interessata da una perturbazione che porterà piogge abbondanti. Da stasera la situazione potrebbe però migliorare.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






