In difesa del lago di Lucrino
DENUNCIA. I Verdi si sono incatenati alle sponde per difenderne l’integrità e la salubrità. «Subito un piano di rilancio».
Per chi, come me, è cresciuto ed ha sempre vissuto nei Campi Flegrei, il Lago di Lucrino ha sempre avuto un significato particolare: da ragazzo ero solito rifugiarmi qui quando decidevo di concedermi una giornata di festa “abusiva” dai miei impegni scolastici e poi, col passare degli anni, è divenuto il posto dove mi concedo una lunga camminata in attesa di immergermi nelle acque del vicino stabilimento termale, oppure la cornice di qualche momento di dolcezza con la mia compagna. Quello che mi accomuna al lago di Lucrino può essere definito come un rapporto di complicità: io faccio in modo da rendere ogni mia vista, in qualche modo, speciale e Lui, il lago, mi protegge e mi coccola con la sua tranquillità e l’impareggiabile bellezza. è proprio in virtù di questo rapporto, sicuramente strano ma bellissimo, che ho deciso, sabato scorso, di incatenarmi con altri militanti del partito dei Verdi alle sue sponde: da parte mia difendere l’integrità e la salubrità del lago era un atto dovuto nei confronti di un amico che, già da qualche anno, soffre a causa dell’incuria e della inciviltà delle persone a cui ha donato tanto.
Da parte delle istituzioni, invece. difendere il lago è un atto dovuto nei confronti dei propri cittadini, ed elettori, che presto si vedranno privati di una perla di raro fascino naturalistico ed ambientale. Parlando con il proprietario del lago, l’avvocato Dario Cincotti, sono rimasto stupito non tanto dal racconto dell’ennesimo caso di superficialità da parte delle amministrazioni del territorio, che purtroppo dalle nostre parti non fa più notizia, bensì dal fatto che, per rimediare al cattivo stato di salute del Lago, basterebbero pochi interventi strutturali che, tra l’altro, sono stati in buona parte già approvati in via preliminare dalla passata amministrazione provinciale e che, purtroppo, non sono mai passati alla fase attuativa.
Il lago necessita innanzitutto di un rapido intervento alla foce, che attualmente risulta ostruita dalla sabbia e da una quantità vergognosa di rifiuti di ogni tipo, dispersi illegalmente nel corso degli anni. Poi è sicuramente necessaria una più estesa e generalizzata opera di risanamento delle acque dello specchio d’acqua, avvelenate, tra l’altro, dallo scarico di una condotta fognaria. Ma ciò di cui il lago necessita maggiormente è di un piano di rilancio turistico che lo metta definitivamente al sicuro da altri vandalismi e che renda appetibili, anche dal punto di vista economico, i prossimi interventi di ordinaria manutenzione. Basterebbero queste piccole attestazioni di rispetto per restituire al lago di Lucrino la sua originaria funzione: quella di fare da sfondo e da complice a tanti momenti speciali della vita dei cittadini Flegrei.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







