Domenica e disincanto

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. Immagini di quella che fu la sinistra italiana, mentre il mastino di Montenero ha dipietrizzato tutta l’opposizione.

La lunga lingua felpata del compagno Sergio Rubini che avvolge in complimenti l’insostenibile Barbareschi («ti stimo perchè sei un uomo coerente bla bla»), conduttore dannunziano di “sciock”, indigesto caravanserraglio televisivo del venerdì. Le lacrime della compagna Livia Turco, che alla triste confessione di Morgan non contrappone l’elaborazione culturale, scientifica, pluridecennale, progressista, sul tema delle droghe e della malattia mentale ma, piuttosto, pianti di mamma e ringraziamenti a don ciccio, don peppe, don pino e don. Immagini di quella che fu la sinistra italiana.
 
La melassa del centrosinistra si ripropone al congresso dell’Idv. Dove il leader vincente del momento lancia il cuore oltre la diarrea (è passato il tempo dei semplici mal di pancia), oltre le liti di condominio, e indica la prospettiva: l’alternativa a Berlusconi. In sala applausi per Bersani e Vendola. Immagini. È Di Pietro, quello che gestisce i fondi del partito come se fossero cosa privata. Quello che non seppellì il ponte sullo Stretto quando poteva, e che diede del mafioso a chi sosteneva l’indulto. Ora però sogna il Pd. E ha un’ala “sinistra” nel partito. E sono tutti lì, in fila a baciare le mani a Don Antonio. Perchè lui, in fondo, almeno una cosa l’ha azzeccata: non ha mai mollato l’osso, Berlusconi.
 
Quando il Paese affondava sotto la vacuità del Veltroni “maggioritario” che neanche lo nominava. Quando la Sinistra elegantemente discuteva di berlusconismo piuttosto (per favore). Lui, il mastino di Montenero continuava ad abbaiare contro il “mafioso, corrotto, piduista, magnaccia”. “La politica è l’arte della ripetizione”, diceva Le Pen (è una citazione di Marco Cappato, io Le Pen non l’ho mai ascoltato). E Di Pietro sono anni che si ripete. Il suo messaggio è chiaro (coerente?). E oggi incassa. Sono tutti lì alla sua corte. Poi adesso che ha un’ala “sinistra”, grazie ai compagni Zipponi, De Magistris ecc.
 
Possono ripetere all’infinito i Bersani, Ferrero, Vendola, che è di Pietro che si è sinistrizzato. La verità è che lui ha dipietrizzato tutta l’opposizione. E il dramma è che, forse, non è neanche un dramma. Il dipietrismo assume, digerisce e ripropone. Ora è anche ambientalista. Dal congresso usciranno i referendum contro la privatizzazione dell’acqua e il nucleare. Che strana melassa indigesta questo centrosinistra che nasce, e che vincerà nel 2013. Splendido e ripugnante. «I comunisti si preoccupano degli ultimi? Lo faceva pure Gesù». Il Di Pietro pensiero lascia fuori solo i brutti e i cattivi. Ma con quelli, in fondo, chi ci vuole stare?

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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