Eastwood e l’eroismo sanguinario di Iwo Jima
CINEMA IN TV. "Lettere da Iwo Jima", un film sull’insensatezza di una tradizione antica che spinge i propri uomini al suicidio.
Lettere da Iwo Jima (Usa 2006) Drammatico, durata 142’, regia Clint Eastwood, con Ken Watanabe, Kazunari Ninomiya, Shido Nakamura. Su Premium giov. 25, h. 21; ven. 26 h. 14:50
Il 19 febbraio del 1945 i primi marine sbarcarono sull’isola di Iwo Jima, dando inizio a una delle più sanguinose battaglie della Seconda guerra mondiale. Luogo strategico, che avrebbe consentito agli americani di facilitare le operazioni di bombardamento di Tokyo, l’isola fu strenuamente difesa dai soldati giapponesi, che si votarono a morte certa, nonostante avessero già perso il conflitto.
Lettere da Iwo Jima, film di Clint Eastwood, che guadagnò 4 nomination agli Oscar nel 2007, parte da un punto di vista simile a quello de Il sole di Aleksandr Sokurov: riflettere sull’insensatezza di una tradizione antica che spinge i propri uomini al suicidio. Dopo aver denunciato ogni forma di eroismo di guerra, compreso quello americano, nel film precedente e complementare Flags of our fathers, la bravura del regista consiste nel delineare una grande figura di eroe, come quella del generale giapponese Tadamichi Kuribayashi, che però votò tutti i suoi uomini alla morte, e quella di un soldato semplice che, caparbiamente attaccato alla vita, giura di non morire in battaglia. Vero eroe per Eastwood.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






