I giudici indagano su Bertolaso. Arrestato il suo numero due al G8
IL CASO. In custodia cautelare Angelo Balducci, soggetto attuatore di Bertolaso per gli appalti legati al vertice della Maddalena. L’accusa: corruzione. Perquisito l’ufficio del sottosegretario. Ma il governo respinge le sue dimissioni.
«Sono un medico e se trovo un ferito per strada lo carico in macchina per portarlo in ospedale. Se poi passo con il rosso pazienza, pagherò la multa». L’aneddoto, ripetuto decine di volte davanti a taccuini e telecamere, è dell’uomo delle emergenze: il sottosegretario e capo della Protezione civile (e futuro ministro, con tanto di legittimo impedimento) Guido Bertolaso.
Solo che questa volta il ferito è la legge e l’auto corre dritta alla Procura della Repubblica di Firenze. Incidenti di percorso? Può darsi. O forse il medico salvavite ha preso gusto a pigiare sull’acceleratore e passa col rosso anche per un semplice raffreddore. Convinto, come lo è Guido Bertolaso, di poter agire contro la legge, perché dotato del potere emergenziale di sospendere l’intero corpus giuridico italiano. Sta di fatto che l’oliato meccanismo dei commissari straordinari, di cui Bertolaso è il mentore indiscusso, con le perquisizioni e gli arresti condotti ieri dalla magistratura, si inceppa pericolosamente. Nel tritacarne rischia di finire anche l’ultima creatura del duo B&B, Berlusconi e Bertolaso: il decreto, approvato in Senato, che istituisce la Protezione civile spa e amplia i poteri del dipartimento.
Nello scandalo scoppiato ieri, con l’arresto di Angelo Balducci - numero due di Bertolaso per gli appalti legati al G8 della Maddalena - finiscono dentro non solo imprenditori col fiuto per ricchi appalti in deroga a piani regolatori e norme ambientali. Ma tutto il governo. Nel quale Bertolaso occupa il ruolo del delfino del re. Sopra Fini e Tremonti, che infatti non hanno mai nascosto le loro invidie sull’uso e abuso dell’uomo delle emergenze.
In carcere, ieri, è finito Angelo Balducci, nominato dal ministro alle Infrastrutture Matteoli Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Dopo aver conseguito sul campo il curriculum necessario: 325 milioni di appalti per il G8 della Maddalena, gestiti come soggetto attuatore in nome del commissario Bertolaso. Un fiume di denaro per alberghi, approdi turistici, centri congressi. Opere mai utilizzate, dopo il trasferimento a L’Aquila del vertice. E ora lasciati marcire. In attesa che la presidente di Confindustria Marcegaglia, che ha affittato per 41 anni l’opera più importante, l’Arsenale, scelga cosa farne. Prezzo della pigione: 65 milioni di euro. Valore dei lavori: 209 milioni. Un ottimo affare. Non solo: sugli appalti della Maddalena, coperti dal segreto di Stato, non tutto filava per ilv erso giusto. Il 16 luglio 2009, a opere concluse, gli ispettori del lavoro comunicano i risultati delle loro ispezioni tra le gru dell’isoletta: 8 cantieri irregolari su 16, 98 lavoratori in nero, 90mila euro di multe.
Con Balducci finiscono in manette Fabio De Santis, suo successore nel ruolo di “soggetto attuatore” alla Maddalena, Mauro Della Giovampaola, dirigente della Protezione civile, attualmente impegnato sul grande evento “150 anniversrio dell’unità d’Italia”. E l’imprenditorie Diego Anemone, vincitore di appalti per 177 milioni, ritenuto direttamente legato a Balducci. L’inchiesta parte da alcuni intercettazioni telefoniche captate nelle indagini che hanno incastrato l’immobiliarista Ligresti su una speculazione in zona Castello, a Firenze. Ipotesi di reato: corruzione. Le indagini si incrociano con quelle di un altro grande evento targato Protezione civile, i mondiali di nuoto Roma 2009, di cui Balducci è stato commissario. Nulla di nuovo sotto il sole.
Solo che i magistrati non hanno potuto fare a meno di perquisire anche abitazione e ufficio del responsabile di quegli appalti: Guido Bertolaso, in questi giorni impegnato a sostenere l’approvazione in Parlamento di un decreto che assegnerebbe alla presidenza del consiglio dei ministri poteri amplissimi. la gestione di ricchi appalti grazie alla Protezione civile Spa. E la nomia di commissari straordinari del governo per «opere connesse alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione dell’energia aventi carattere strategico».
Leggi: centrali nucleari. La strada decreto che istituisce la Spa, in discussione in Parlamento, dopo il blitz di ieri è tutta in salita. Il Pd, per bocca di Dario Franceschini, ha annunciato battaglia: «Ho chiesto al governo di rinunciare a portare in aula il provvedimento». L’esecutivo, che ha rispedito al mittente le dimissioni presentate nella mattinata da Bertolaso, fa invece quadrato sull’uomo delle emergenze. Ma nella maggioranza qualcosa scricchiola. Martedì alla votazione finale, in Senato, sul decreto Protezione civile spa, si è astenuto Mario Baldassarri, presidente della Commissione Finanze e finiano doc. La motivazione:«Perché per la Protezione civile è stata fatta una spa e non una agenzia? La risposta può essere pericolosa per il nostro Paese».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






