Il Carnevale della ministra
Boscoreale, sabato 13 febbraio. «Ci vediamo tutti alle 17 in piazza Pace per informare i tanti cittadini presenti ai festeggiamenti per il Carnevale e per protestare contro il Governo in occasione della visita di Mara Carfagna». Questo l’intento dei comitati cittadini in lotta contro discariche ed inceneritori dopo la comunicazione del Governo circa l’apertura della Cava Vitiello, seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio. I cittadini, svincolati dai partiti, hanno fin da subito messo su una protesta simbolica accatastando un cumulo di sacchetti neri dinanzi all’ingresso secondario dell’aula consiliare recante il cartello “addò sta a munnezz, là corron e’ zoccole”. È proprio l’aula consiliare, infatti, a divenire centro nevralgico della protesta giacché il Ministro Carfagna tiene il suo intervento proprio all’interno dell’assise cittadino. Ai manifestanti, però, è vietato l’ingresso. Durante il pomeriggio la protesta dei cittadini segue strade diverse spostandosi dapprima nei pressi delle finestre del aula Consiliare, poi di nuovo all’ingresso laterale ed infine dinanzi al portone della casa comunale in concomitanza dell’uscita del Ministro e del Sindaco Langella.
I cittadini urlano e chiedono un incontro proprio con l’esponente del Governo per esprimere il disagio causato da una discarica a pochi passi dalle loro abitazioni e portare allo stesso Ministro una serie di pro poste concrete per una soluzione alternativa al ciclo dei rifiuti - è questo il documento elaborato dal Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana e dal Comitato Civico di Boscoreale il quale prevede ben 16 punti, sul modello Vedelago, per il superamento di discariche ed inceneritori. La risposta della Carfagna è netta: nessun incontro con i cittadini anche perché circa un’ora prima la stessa aveva incontrato due cittadini, uno dei quali ex assessore all’ambiente in quota Rifondazione Comunista, il quale, però, non le aveva parlato a nome di tutti i comitati. Intanto i cittadini all’esterno del Comune sono sempre più decisi a dialogare con le istituzioni e lo urlando a gran voce, impedendo alle due auto blu l’uscita dal palazzo.
A presidiare l’entrata una decina di rappresentanti delle forze dell’ordine. Vola qualche sacchetto nero - imbottito semplicemente di carta - e non si sente che: «Vergogna, Vergogna!». Saranno passate circa un paio d’ore dall’avvio della protesta mentre il traffico di Boscoreale inizia ad andare in tilt a causa dei circa 500 cittadini ammassati in Piazza Pace. La situazione degenera quando dalla panoramica arriva la polizia in tenuta antisommossa. Circa un centinaio di agenti finiscono per caricare senza mezzi termini i manifestanti con spintoni e manganellate. Mani in alto per i cittadini e scudi e manganelli che dall’alto scendono giù inesorabilmente. In pochi minuti il Ministro Carfagna è libera di sgusciare via. Il bilancio è di alcuni cittadini, tra cui donne e ragazzini, contusi.
Nei giorni a seguire i commenti istituzionali lasciano poco spazio alle mezze parole. Secondo il Sindaco Langella sono dei «facinorosi di estrema sinistra» e per l’on. Carfagna «bisogna stare attenti alle infiltrazioni della camorra in queste manifestazioni». La cittadinanza tutta è perplessa: mai a Boscoreale si erano viste cariche della polizia simili; alcuni sono indignati per la festa di Carnevale rovinata, altri invece sono sconvolti dalle manganellate subite dalla piazza. Di certo i manifestanti non erano né facinorosi né camorristi: basti pensare che, secondo indiscrezioni, le 8 denunce emesse dalle forze dell’ordine sono tutte a carico di incensurati. Persone, cittadini a cui la Costituzione nel nostro Paese garantisce il diritto di manifestazione del pensiero e, non ultimo, il diritto alla salute. Le accuse per le otto persone, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, sono di oltraggio a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.








Commenti
La voce dell'aspirante cittadino superincazzato
La protesta, la manifestazione, il dissenso urlato, sono tutte espressioni spontanee dell'uomo della strada, attraverso le quali, egli vuole dire alla Politica che in quel momento storico, essa non lo rappresenta più, ha fallito e per di più sta anche compiendo delle cattive azioni contro la sua persona.
Qualcuno dei politici locali, si è chiesto del perchè ci sono stati degli episodi incivili, senza sapersi dare una risposta.
A questo riguardo vorrei dirgli alcune cose.
Quando la popolazione è scesa in piazza per manifestare contro l'apertura della prima discarica, i politici erano in testa al corteo, infatti, più che una manifestazione di protesta, sembrava una processione, solo qualche slogan sempre dei soliti, additati come "facinorosi", e anche in quell'occcasione gli stessi politici dicevano di non capire l'atteggiamento ostile.
Ora io mi chiedo, se uno che abita sopra di te, ogni giorno scuote il suo tappeto sui tuoi panni stesi, e tu non gli dici nulla, ti comporti come una pecora, gli fai capire che lo potrà fare sempre.
Se poi un giorno lo stesso vicino del piano di sopra approfittando della tua porta aperta, entra in casa, tu, se ragionassi come un Politico, dovresti anche offrirgli un caffè o un fascio di rose, dovresti cioè continuare a fare la pecora.
Se questo è il comportamento che viene indicato ai cittadini, allora non capisco perchè ci si è scandalizzati, quando le parti si sono invertite.
Se il cittadino subisce deve stare zitto, se invece subisce il Politico, egli vuole parlare e la vuole far pagare, semmai approfittando del potere che lo stesso cittadino gli ha concesso attraverso il voto.
Penso che sia ora di svegliarsi, e se non si è capaci di capire che si stanno commettendo delle gravi ingiustizie e delle gravi sopraffazioni, se cioè non si sanno interpretare i gravi disagi che si stanno procurando ai propri concittadini, allora è meglio andarsene sopra un'isola deserta, a meno che non si voglia fare repressione ad oltranza.