Il pasticcio di Ovrebo Firenze viola di rabbia
“E’ un altro degli incredibili errori di Ovrebo”. Così un quotidiano tedesco, Sport Bild, ha titolato ieri un articolo sulla partita del Bayern Monaco contro la Fiorentina, vinta dai primi per due a uno grazie alla decisiva marcatura di Miroslaw Close nel finale di gara. Fa eco al suddetto giornale anche Stern, che elogia gli italiani e poi sottolinea la pessima prestazione del fischietto norvegese. La quale, come ricordato, non è la prima. Tom Henning Ovrebo, quarantaquattro anni a giugno, è arbitro internazionale da sedici e ha alle spalle oltre duecento partite del campionato nazionale. In Norvegia è un’autorità: per cinque volte, a partire dal 2001, gli è stato assegnato il premio come miglior arbitro della stagione, un prestigio che condivide con il collega Terje Hauge. Essendo psicologo, Ovrebo stesso più che altri potrebbe riesaminare e capire quanto deciso (o meglio, indirizzato) nella serata di mercoledì: un rigore fischiato tardi, un’espulsione per una gomitata che non c’era, una rete con fuorigioco di due metri.
Tutto a favore dei favoriti, cioè i tedeschi. Vizio antico, perché lo scorso anno accadde a discapito del Chelsea contro il Barcellona, in semifinale di Champions League. In quel caso i rigori negati agli inglesi furono evidenti al punto che un paio di giocatori del club londinese rincorsero Ovrebo fin dentro lo spogliatoio e Drogba, che pure non è solito dare in escandescenza, sfogò la sua rabbia davanti alla telecamera rimediando pure una lunga squalifica. Complice l’arbitro, la finale di Roma fu teatro della sfida fra il Manchester United e i catalani, ovvero Cristiano Ronaldo contro Leo Messi. Per la gioia di sponsor e parrucconi. Il difetto in cui inciampa lo psicologo di Oslo sembra essere quello di cedere al pronostico.
Come dunque ha ricordato Sport Bild, quello di Monaco di Baviera non è stato l’unico abbaglio di Ovrebo. Un altro, non meno clamoroso ma con conseguenze meno nefaste sul risultato, si ebbe nel campionato europeo che si giocò fra Austria e Svizzera nel 2008. In Italia-Romania, partita valida per il girone C, non concesse un gol valido a Luca Toni sullo zero a zero, e fischiò nei minuti finale un calcio di rigore ai rumeni per dubbio fallo di Panucci. A salvare gli azzurri da una clamorosa quanto iniqua eliminazione provvide poi Buffon con un prodigio, che servì pure a privare Ovrebo della nomina di erede di Byron Moreno. La Uefa, riconoscendo i pasticci del norvegese, gli concesse un periodo di riposo.
A quanto pare, troppo breve. Michel Platini, attuale presidente del massimo organo calcistico europeo, era in tribuna alla Allianz Arena seduto fra Andrea Della Valle e l’omologo tedesco di questi, Uli Hoeness. Sapremo tra qualche giorno se Ovrebo andrà incontro a sanzioni di sorta. Intanto, unico arbitro norvegese inserito nella lista dei preselezionati per partecipare al Mondiale sudafricano, è stato scartato. Però in questo caso pensare al criterio di merito da parte della Fifa è pia illusione. Al Mondiale ci si va sì per bravura, ma anche per virtù altrui o per favorire la diffusione del calcio in un Paese remoto. E l’unica nazione che in Sudafrica avrà l’onore di una doppia terna arbitrale non sarà né Italia, né la Spagna o l’Inghilterra, bensì la Nuova Zelanda. Evidentemente per la Fifa la palla non è tonda, ma ovale.







