La Asl nega la verità alla città

Rossella Anitori
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DENUNCIA. A Velletri i valori limite di arsenico nell’acqua potabile sono stati superati. I cittadini avvisati solo sette mesi dopo.

Arsenico, fluoro e vanadio. I valori limite previsti per l’acqua potabile «sono stati superati ». Si consiglia di usare alcune precauzioni. Questo l’oggetto di un comunicato, che i cittadini della provincia di Roma si sono visti recapitare a casa insieme alla bolletta dell’acqua. «In attesa che l’Ente gestore completi gli interventi necessari per riportare i valori negli standard di legge - continua il comunicato - è importante evitare, in particolare nei bambini, l’uso di dentifrici a base di fluoro e alimenti che contengano la sostanza». E ancora: «Il consumo dell’acqua è sconsigliato a soggetti di età inferiore ai 14 anni».
 
Precauzioni importanti che le famiglie non hanno potuto, però, prendere a tempo debito. Almeno stando alla data dell’avviso recapitato ai cittadini la scorsa settimana. Il comunicato è infatti del 3 luglio 2009. Ben 7 mesi fa. «È da oltre un anno e mezzo che chiediamo all’amministrazione comunale di rendere pubblici i dati sull’acqua», fanno sapere dal Comitato per la ripubblicizzazione del servizio idrico di Velletri, in provincia di Roma. «Ma non abbiamo mai ottenuto risposta - raccontano -. Preoccupati per la nostra salute, abbiamo fatto richiesta delle analisi alla Asl, ma ci è stata negata». L’azienda sanitaria ha infatti respinto la domanda dei cittadini sostenendo che «la rilevanza per la salute» non è una motivazione valida.
 
«Eppure - aggiunge il comitato - migliaia di pagine di letteratura scientifica dimostrano che la presenza di sostanze come l’arsenico nell’acqua potabile è direttamente correlata con l’insorgenza di tumori». I cittadini si sono quindi rivolti all’amministrazione comunale, ma anche stavolta senza ottenere alcun successo. L’omissione è stata segnalata pure all’assessore all’Ambiente della Regione, Filiberto Zaratti, che ha sollecitato il direttore generale della Asl a fornire i dati, ricordandogli che «le informazioni ambientali spettano a chiunque le richieda ». A oggi, però, non si muove nulla, la questione rimane avvolta dal mistero. I cittadini non possono sapere cosa bevono.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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