La Calabria che frana

Enzo Romeo
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DISSESTO. A Maierato arriva Bertolaso e da lunedì alcuni cittadini potrebbero rientrare in casa. I rischi sono contenuti ma il dissesto colpisce tutta la regione. Servono soldi e mezzi per contrastare chi provoca danni irreparabili al territorio.

Nuova ricognizione di Guido Bertolaso oggi in Calabria. Prima tappa obbligata Maierato, il piccolo centro alle porte di Vibo Valentia, colpito da una frana di paurose proporzioni. Una tragedia solo sfiorata per fortuna. A distanza di cinque giorni esatti dal mezzo disastro, le autorità locali e nazionali sono in piena attività per restituire un minimo di normalità al paese. Impresa non facile, perché le migliaia di metri cubi che sono scivolati a valle rappresentano la più visibile testimonianza di quanto sia concreto il pericolo di crolli e smottamenti. Maierato è suo malgrado diventata il simbolo di una regione che crolla a pezzi. La provincia di Cosenza ad esempio è tra le più colpite, ma il problema ormai interessa tutto il territorio calabrese. Proprio ieri nel corso di un incontro pubblico il sindaco di San Lucia Sebastiano Giorgi ha lanciato l’allarme di gravi rischi per il territorio del suo comune. è massima allerta in tutta la Calabria.
 
Dopo il disastro della frana di Maierato gli amministratori ( forse un po’ ritardo) sembrano prendere coscienza di una situazione di grande preoccupazione. Si cerca di correre ai ripari, ma il dissesto idrogeomorfologico è bello che servito. Agli incendi dolosi che in almeno venti anni hanno provocato l’indebolimento delle colline e delle montagna si è affiancato anche un abusivismo incontrollato. Francamente si è costruito dove non si sarebbe potuto. Il paese di Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, ad esempio è al centro oggi di un attenzione mediatica massima. Piero Suber, giornalista di Matrix, solo pochi giorni fa ha fatto vedere alcuni cantieri in piena attività in una zona colpita da gravi smottamenti nei pressi del campo di calcio. Insomma, la Calabria cade a pezzi. E Guido Bertolaso, che non si è fatto condizionare dai clamori delle sue vicende, ha perfettamente intuito che il momento per questa regione non è dei più facili.
 
Oggi presiederà, tra Catanzaro e Lametia Terme, un nuovo incontro operativo. Poi tornerà sulla frana di Maierato. Qui incontrerà il sindaco Sergio Rizzo. Da domani e solo da domani, alcuni cittadini potrebbero far rientro nelle loro case. E forse anche alcune classi delle scuole presenti sul territorio potrebbero tornare alla normale attività didattica. Smentita, quindi, la notizia di un ingresso in classe e nelle case già avvenuto, come anticipato da alcune testate regionali. A proposito di cittadini, un proficuo incontro tra il prefetto Luisa Latella e una delegazione di residenti, che si è svolto nei locali della scuola di polizia di stato di Vibo Valentia, ha consentito di fissare alcuni punti fermi. Si rientrerà a casa solo in condizioni di massima sicurezza e senza alcun pericolo.
 
Con buone maniere, ma anche con la giusta determinazione, il prefetto ha chiarito che la prudenza deve essere il principio guida per uscire dalla situazione di emergenza: «Meglio attendere un giorno in più - ha detto ai cittadini - che correre rischi evitabili ». Il dolce ammonimento ha sortito gli effetti sperati: non si rilevano, infatti, malumori o iniziali forme di proteste. Lo Stato, almeno per il momento, ha saputo gestire, con buon tempismo e con argomenti efficaci, l’intera emergenza. Uscire da una situazione di allarme rosso sarà dunque più facile. Ma il problema resta e resterà, ed è quello di un territorio ormai sul punto di sbriciolarsi, un disastro che non è affrontabile in pochi giorni. Servono interventi adeguati e programmati nel tempo. In Regione, intanto, è arrivata la conferma dello stato di calamità. Il consiglio dei ministri, come più volte è stato riferito dagli organi di stampa, ha accolto la richiesta supportata dalla delibera della giunta regionale. Guido Bertolaso lo aveva garantito al governatore Agazio Loiero.
 
Questo rappresenta un iniziale, ma importante punto, per dare avvio al consolidamento del territorio regionale. Serviranno soldi, tanti soldi, ma soprattutto anni per riportare la regione fuori dal pericolo. Parallelamente si dovrà colpire chi, con la sua dissennatezza, ferocia e disonestà, provoca da anni danni irreparabili al territorio. Risuonano come un appello inascoltato le parole dell’ex vescovo di Locri-Gerace, Giancarlo Maria Bregantini, oggi arcivescovo di Benevento. Il presule, un paio di estati fa, di fronte all’ennesima e incontrollata attività incendiaria di mascalzoni senza scrupoli, pronunciò più o meno queste parole: «Tolgono alla montagna le radici, senza sapere che un giorno gli effetti della loro arroganza potrebbero essere gravissimi». E i danni si vedono.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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